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Archivio Dicembre 2007

Una fiaba per i nostri tempi

23 Dicembre 2007 Commenti chiusi

Un contadino, per innaffiare il campo, quotidianamente era costretto ad attingere acqua dal pozzo e portarla sino al canale d’irrigazione.

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Libro fotografico

15 Dicembre 2007 Commenti chiusi
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I rancorosi e i passatisti

11 Dicembre 2007 1 commento

Dal blog di Simone Lodi (http://simonelodi.blog.excite.it/permalink/504789) consiglio di leggere l’articolo citato che bene esprime l’attuale stato delle cose: un paese in coma profondo, preda di scelte economiche che cadono dall’alto e in cui qualsiasi iniziativa o viene ignorata dai più o contestata dai pochi in cerca di facile notorietà.

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Musical a Pontelagoscuro

10 Dicembre 2007 Commenti chiusi
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Giovedì 13 dicembre

10 Dicembre 2007 Commenti chiusi
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Centrali e non

9 Dicembre 2007 Commenti chiusi

LA CENTRALE IN CENTRO NON CI PIACE….AD OLIO DI PALMA ANCORA MENO…ECCO IL PERCHE’.

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Omaggio a Piero Gigli

6 Dicembre 2007 Commenti chiusi

OMAGGIO A PIERO GIGLI

Si chiama Villa TBC, titolo ispirato ad un’opera dell’illustre finalese Piero Gigli, la serata dedicata a questo personaggio che è entrato nella storia delle letteratura italiana.
Sabato 8 dicembre, in occasione della Festa della Sfogliata (ore 21,00 sala del Consiglio), ci sarà un omaggio al noto poeta finalese che in questi anni ha trovato l’interesse di tanti. Da una vecchia registrazione di una lettura espressiva di opere di Gigli da parte di Raffaello Regoli, il figlio Federico ha avuto l’idea di ricavarne un breve cortometraggio – con quella registrazione sonora, una sceneggiata e immagini di repertorio – che sarà presentato durante la serata.
Segue l’intervento di Magda Cristofori, già autrice di una importante pubblicazione su Gigli, che parlerà del suo rapporto con il Futurismo, di cui fece parte, con letture espressive a cura di Artinsieme.
Infine, dal cd “Note Finalesi” le canzoni di Leonardo Merighi, che ha musicato insieme a Lucio Diegoli i testi poetici dialettali di Gigli, ormai entrati a pieno titolo nella tradizione finalese, tra cui ricordiamo La Mascarina e La torta d’abrèi.

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Operetta a Finale Emilia

5 Dicembre 2007 Commenti chiusi

6 dicembre 2007
InScena
Presenta
COMPAGNIA OPERETTE CORRADO ABBATI
LA PRINCIPESSA DELLA CZARDA

di Emmerich Kalman

Nuova Produzione in esclusiva per l’Italia
Adattamento di Corrado Abbati
Scene di Alfredo Troisi
Costumi Inscena Couture
Coreografie di Stefania Brianzi

Regia di Corrado Abbati

- argomento -

La "Principessa della Czarda" è Silva Varescu una celebre cantante della quale festeggia, al cabaret Orpheum di Budapest, l’imminente partenza per una tournée americana. Innamorato di lei e da lei ricambiato è il nobile principe Edvino che tuttavia deve sottostare alla volontà del padre che, disapprovando la sua unione con un’artista, l’obbliga a tornare a Vienna per sposare sua cugina Stasi. Ad imporre il ritorno al giovane arriva a Budapest la principessa Cecilia, la seconda moglie di suo padre.
Edvino ubbidirà ma prima firmerà davanti a un notaio un contratto che lo impegna a sposare Silva entro il termine di otto settimane. Silva è felice ma la sua gioia dura poco: sarà il suo più caro amico, il conte Boni, a rivelare il fidanzamento già fissato fra Edvino e la cugina Stasi. Trascorrono diverse settimane e a Vienna è in corso un altro festeggiamento: il fidanzamento tra Edvino e Stasi ma giunge a palazzo il conte Boni con Silva che si finge sua moglie.
Edvino, appena la vede, trasale. Qualcuno vuol riconoscerla come la famosa "principessa della czarda" ma Silva sa reagire con astuzia. E intanto i più felici sembrano Boni e Stasi che, da quando si sono conosciuti, non si lasciano un solo momento.
Ad Edvino intanto si apre una nuova prospettiva: ora che Silva è diventata contessa potrà sposarla in seconde nozze ma prima si sarebbe vergognato a sposarla come semplice canzonettista. Silva è offesa e si ribella, per questo rivela a tutti di non essere titolata e di non essere la moglie di Boni ma solo Silva Varescu, una canzonettista. Le cose sembrano precipitare ma tutto si appianerà con l’arrivo di Feri, un altro amico di Silva. Feri si intrattiene con il principe Leopoldo Maria, il padre di Edvino, ed ha pronto il colpo finale: perché scandalizzarsi tanto se un nobile corre dietro ad una canzonettista? E’ già successo! E rivela che anche Cecilia, l’attuale moglie del vecchio principe padre è stata una canzonettista. Ed allora niente scandali ma doppio matrimonio: se Silvia ed Edvino, subito riconciliati, coroneranno il loro sogno d’amore, Stasi non resterà certo sola: Boni è già pronto a sposarla!

- Note di Regia –
E’ sicuramente una delle operette più rappresentate nel mondo, seconda solo alla Vedova Allegra. Un successo che si deve al meraviglioso spartito composto da Kalman dove gli spunti della musica tzigana si fondono a splendidi valzer. Tra l’energia e la forza trascinante degli accenti ungheresi e l’eleganza dei valzer viennesi si dipana un intreccio godibile ed elegante dove il sentimento degli innamorati si stempera in quella speciale predisposizione di Kalman per le parti brillanti. Abbati torna dopo dieci anni a "prendersi cura" del capolavoro magiaro e lo fa con una nuova scrittura evitando le secche (e l’equivoco) di un’operetta "serieuse" per trattarla con quel tipico "coté" brillante tale da coniugare insieme le suggestioni del testo e le emozioni della musica perché operetta non è solo musica, perché operetta non è solo prosa.
Il I atto dell’opera di Kalman è giocato sul tema dell’addio: l’addio a quei tipici locali di inizio Novecento dove nobili e nuovi ricchi trascorrevano le serate, l’addio a tutto quello che c’era stato fino ad allora nel bene e nel male.
In questa ottica anche le macchiette dei viveurs Boni e Feri hanno un risvolto meno superficiale, così come il patetismo degli innamorati Sylva ed Edvino non è solo la stucchevole storia fra tenore e soprano ma un sussulto, l’ultimo di un mondo che appartiene ormai al passato. Cecilia, l’ex canzonettista divenuta principessa, tratteggia ora sul filo della nostalgia ora con l’impeto della nuova "arrivata" il profilo di chi ha conosciuto fasti ottocenteschi e che, con il nuovo secolo, si arrampica ad una vacillante nobiltà per assaporarne gli ultimi soavi sapori.
La Principessa della Czarda firmata da Abbati è dunque bella musica, grandi quadri coreografici, ritmo, slanci melodici al servizio di un sentimento vero. Buon divertimento.

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Don Camillo

2 Dicembre 2007 Commenti chiusi
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