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Archivio per la categoria ‘Scienza’

Centro specialistico per vaccinazioni

4 Dicembre 2017 Nessun commento

Bambini e ragazzi fino a 16 anni, affetti da patologie rare, con allergie o con problematiche particolari. E che, quindi, hanno bisogno di un approfondimento preliminare, per verificare se tali patologie preesistenti siano compatibili con la vaccinazione.

È per gestire casi complessi in tema di vaccini e garantire la massima sicurezza che la Regione Emilia-Romagna  – come rende noto un comunicato di viale Aldo Moro – ha voluto istituire un servizio ambulatoriale altamente specialistico, a valenza regionale. Sorgerà a breve a Bologna, al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, all’interno dell’Unità Operativa di Malattie Infettive attualmente diretta dal professor Pierluigi Viale, e ci lavorerà un team di professionisti con alta specializzazione multidisciplinare che potrà confrontarsi con medici internazionali.

Non un Centro di ascolto con un’interazione diretta con i cittadini, ma un punto di riferimento sicuro e autorevole per pediatri e medici che intercettano determinate problematiche – come ad esempio i casi di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni obbligatorie in patologie complesse o rare – e che potranno inviare questi pazienti nell’ambulatorio, così da organizzare un percorso condiviso per decidere la fattibilità della vaccinazione, o l’opportunità di posticiparla. La struttura, quindi, non è ad accesso diretto, ma ‘mediato’ da medico o pediatra di base.

A deciderne l’istituzione è stata la Giunta regionale, che ha definito con una specifica delibera le caratteristiche e le modalità operative del nuovo centro ambulatoriale, ad accesso gratuito e senza oneri a carico del cittadino.

“Si tratta di una delle prime esperienze in Italia- spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Dopo aver fatto da apripista a livello nazionale con la legge sull’obbligatorietà dei vaccini, ora facciamo un ulteriore passo avanti mettendo in campo la competenza consolidata degli specialisti che lavorano nelle nostre strutture. Vogliamo dotare la Regione di un Centro di indiscussa autorevolezza scientifica, che possa rispondere a dubbi e paure concrete dei genitori, ascoltarli e decidere attraverso l’esperienza dei professionisti il migliore percorso per il bambino. L’obiettivo è quello di garantire la massima sicurezza delle vaccinazioni e, al tempo stesso, assicurare ai genitori la dovuta tranquillità. La legge che istituisce l’obbligatorietà vaccinale per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni- prosegue Venturi- affida al solo pediatra/medico di base il compito di valutare se è opportuno che un bambino, per tutta una serie di problematiche preesistenti, vada esonerato oppure no. Questo Centro sarà un punto di riferimento per tutta la nostra regione, deputato proprio a eliminare i dubbi e a risolvere le problematiche più complesse. Il professor Viale- conclude l’assessore- si è dato disponibile: la struttura da lui diretta detiene competenze interne, oltre ad avere collegamenti con altri specialisti e network scientifici nazionali e internazionali, ed è quindi idonea ad accogliere il nuovo servizio”.

Il servizio sarà parte di una rete, a valenza regionale, in cui il pediatra di libera scelta (o il medico di medicina generale), che rappresenta il primo riferimento, insieme ai servizi dell’Azienda sanitaria competente a livello territoriale, potrà avvalersi, qualora se ne valuti la necessità, di specialisti in base alla problematica riscontrata. Saranno loro i responsabili delle risposte e delle indicazioni fornite, e dell’eventuale inoculazione delle vaccinazioni all’interno del Policlinico, in un contesto estremamente sicuro e protetto.

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Categorie:medicina, sanità Tag:

Terre Estensi

1 Dicembre 2017 Commenti chiusi

Capire il passato, per interpretare il futuro. Molte volte, questo adagio ha assillato gli storici e conferito un impegno nuovo nei confronti delle nuove generazioni. Mai come in questi ultimi anni, tuttavia, la storia locale ha riservato importanti “sorprese”, al punto da portare anche a ripensare in tal senso parte delle attività extracurricolari degli istituti scolastici. Potrebbe essere un’iniziativa da prendere in considerazione, secondo il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini. E non a caso, questa arriva anche a pochi giorni dall’approvazione all’unanimità di una mozione in Consiglio comunale, che invita ad avviare con il mondo della scuola nuove sinergie e collaborazioni per portare, forse in prospettiva, anche ad un rinnovo della didattica. Durante l’incontro di domenica 19, del ciclo promosso dalla neonata associazione “Bondeno e Identità”, il sindaco Bergamini ha rilanciato il tema della storia locale, durante un suo intervento alla sala 2000.  «L’incontro era centrato sulle vicende e i luoghi del quindicesimo secolo, perché in quel periodo la storia degli Estense ha segnato profondamente i nostri territori e anche la storia d’Europa – spiega Bergamini –. Tuttavia, non possiamo dimenticare le vicende di Matilde di Canossa: in occasione del 970° anniversario della sua nascita, è stato istituito a Bondeno un albo, in cui vengono registrate tutte le persone che portano il suo nome, ancora oggi. Perché si tratta di una figura carismatica, che ha caratterizzato la sua epoca. Ma la storia di Bondeno è molto altro ancora». Ci sono gli studi in corso sul villaggio Terramaricolo di Pilastri, che sta svelando importanti informazioni, su traffici commerciali, struttura socioeconomica di un popolo tutt’altro che primitivo e abitudini alimentari. Lo studio attualmente coordinato dal professor Vidale dell’Università di Padova ha messo in relazione come nel periodo fossero presenti villaggi costruiti ad una certa distanza, con sfruttamento agricolo pianificato, reti di canali e traffici commerciali importanti, dimostrati da alcuni reperti. «Gli scavi della Terramara, quindi, hanno portato alla luce anche numerosi ritrovamenti romani, che potrebbero essere in futuro oggetto di una più organica mappatura», si augura il sindaco. Esiste, infine, una parte di storia riaffiorata di recente: dal “castello”, alla figura dell’astronomo gesuita Riccioli, fino alla ricorrenza appena conclusa del 500° anniversario della prima stampa dell’Orlando Furioso. «Le scuole sono già coinvolte in molte attività, anche sugli scavi della Terramara: potrebbe essere l’inizio per una autentica valorizzazione – conclude Bergamini – della storia e della tradizione locale, all’interno dei nostri istituti, portando ai ragazzi i risultati delle ricerche in corso sul nostro territorio».

http://www.comune.bondeno.fe.it/1918-bondeno-e-identita-per-il-nostro-territorio

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Categorie:archeologia Tag:

Storie ferraresi

28 Novembre 2017 Commenti chiusi

Situazioni d’arte – Artisti ferraresi tra Ottocento e Novecento

Una mostra d’arte gratuita per mettere a disposizione di cittadini e visitatori opere del patrimonio pubblico e privato che raccontano la storia artistica e culturale del nostro territorio.

      • Fino al 17 dicembre 2017

      • Palazzo Sacrati Muzzarelli Crema, Via Cairoli 13 – Ferrara
      • Programma:

        LE SEZIONI DELLA MOSTRA

        1) Condizioni e luoghi della vita quotidiana tra Ottocento e Novecento (A. Ferraguti e A. Pisa)
        2) Le visioni inquiete del mito tra Ottocento e Novecento (G. B. Crema)
        3) Il Novecento tra modernità e modelli dell’antico (A. Funi)
        4) Il colore dell’esistenza nella parabola novecentesca (R. Melli)
        5) Trasformazioni del paesaggio tra città e campagna (F. de Pisis, G. B. Crema A. Funi, R. Melli)
      • Orari: Giovedì e venerdì, ore 15-19; sabato, domenica e festivi, ore 10-19.
      • Ingresso: gratuito.

Leopoldo Cicognara

Un intellettuale ferrarese tra l’Età napoleonica e la Restaurazione

  • Dal 18 novembre 2017

  • Ferrara – Sala Ariosto, Biblioteca Ariostea, via delle Scienze 17
  • Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00; sabato dalle 9.00 alle 13.00.
  • Ingresso: libero

Contatti

Biblioteca Comunale Ariostea – Sala Agnelli – Via Scienze 17 – Ferrara

tel. 0532 418212

Nonviolenza in azione: storie ferraresi

L’esposizione fa parte di un ciclo di iniziative, che si svilupperà particolarmente nel prossimo anno, volto a ricordare due concittadini, Silvano Balboni e Pietro Pinna, che hanno impegnato la loro vita contro la guerra e per la nonviolenza.

  • Fino al 28 novembre 2017

  • Salone d’Onore – Palazzo Municipale – Piazza del Municipio 2
  • Orari: dal lunedì al venerdì: dalle 9.00 alle 18.00

  • Ingresso: gratuito

Conferenze e Convegni martedì 28 novembre 2017 ore 16

presso Biblioteca Ariostea

      Omaggio a Nereo Alfieri

Conferenza dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Nella ricorrenza del XX anniversario della scomparsa del prof. Nereo Alfieri, professore emerito dell’Università di Bologna, insigne topografo e archeologo, che tanto ha operato a Ferrara nel trentennio 1950-1980 del secolo scorso, portando alla ribalta internazionale i risultati degli scavi nella necropoli e nella città etrusca di Spina, la “Rivista di Topografia Antica” ha voluto dedicare all’illustre Maestro il XXV volume, che verrà presentato a Ferrara in questa occasione.
Ne parleranno: Stella Patitucci, dell’Università di Cassino, che rievocherà l’attività scientifica del Maestro e illustrerà il contributo specifico alla conoscenza di Spina e dell’antico Delta Padano; Pier Luigi Dall’Aglio, dell’Università di Bologna, che tratterà delle altre ricerche archeologiche e topografiche sia in Italia che all’estero; Giovanni Uggeri, dell’Università di Roma “La Sapienza”, che presenterà la “Rivista di Topografia Antica” e passerà in rassegna gli altri contributi topografici.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Categorie:archeologia, conferenze Tag:

Mutina Splendidissima

24 Novembre 2017 Commenti chiusi

 

Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità 

25 novembre 2017 – 8 aprile 2018
inaugurazione 25 novembre ore 18.00

Foro Boario, Modena

 

Inaugura il 25 novembre 2017 alle 18.00 al Foro Boario di Modena la mostra Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità a cura di Musei Civici di ModenaSoprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Regione Emilia Romagna. L’evento espositivo si svolge nell’ambito del programma omonimo Mutina Splendidissima, dedicato alle celebrazioni dei 2200 anni dalla fondazione della città di Modena.

Definita da Cicerone firmissima et splendidissima, una delle più importanti colonie romane dell’Italia settentrionale, Mutina si trova al di sotto delle strade del centro storico, custodita dai depositi delle alluvioni che si verificarono in epoca tardoantica.

Le celebrazioni del 2017 intendono rendere percepibile questa realtà sepolta attraverso una serie di iniziative che culminano nella grande mostra Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità che ne racconta attraverso nuove scoperte le origini, lo sviluppo ed il lascito che essa ha trasmesso alla città moderna. Un racconto, con un linguaggio accessibile a tutti, fondato su dati archeologici e storici esaminati con uno sguardo pluridisciplinare grazie alle collaborazioni di studiosi di diversi ambiti scientifici.

 

In mostra i reperti e le opere d’arte, accostati a preziose testimonianze provenienti da numerosi musei italiani, affiancano le ricostruzioni virtuali dei principali monumenti di Mutina (le mura, il foro, l’anfitetaro, le terme, una domus) realizzate a cura di Altair4 Multimedia e coinvolgenti videoracconti che fanno da contrappunto alla descrizione delle città dal periodo precedente la sua fondazione, avvenuta nel 183 a.C., alla decadenza verificatasi nella tarda età imperiale. Molte le novità che si presentano per la prima volta al pubblico, tra cui le decorazioni parietali con scene figurate tracciate con pigmenti pregiati e stucchi a rilievo, equiparabili per qualità a quelli provenienti da Pompei, esposte a fianco di elementi di arredo di elevato pregio artistico.
Uno spazio significativo è dedicato alle testimonianze delle produzioni di eccellenza che le fonti attribuiscono a Modena: lucerne e laterizi, vino e quelle lane che erano tra le più pregiate e ricercate dell’impero, tanto da essere ricordate ancora nell’Editto dei prezzi, nel III secolo d.C.

Un’intera sezione è dedicata ai profili dei Mutinenses, dai primi coloni ai cittadini emigrati in altre regioni dell’impero, svelati coniugando dati epigrafici e storici che consentono di ricostruire il profilo sociale multiforme e variegato della città.

 

Dati geologici, archeobotanici e archeozoologici, presentati attraverso un linguaggio comprensibile al vasto pubblico, permettono di conoscere l’assetto ambientale di 2200 anni fa; alluvioni e terremoti, che hanno profondamente mutato il paesaggio antico, soprattutto in coincidenza con la fine dell’impero romano e le invasioni barbariche, sono ora interpretati anche alla luce dei recenti fenomeni naturali che hanno profondamente colpito il territorio modenese e la pianura padana.

 

La sezione dedicata al periodo tardo-antico e all’alto-medioevo affronta in modo problematico il tema della continuità della città antica e costituisce la cerniera tra le due parti di una mostra che affronta con coraggio e spirito innovativo la sfida della continuità tra dimensione archeologica e dimensione storico-artistica.

 

Il tema dell’eredità viene sviluppato nella seconda parte dell’esposizione evidenziando alcuni momenti particolarmente significativi, attraverso opere d’arte e documenti provenienti da diversi musei  e biblioteche italiane, numerosi video e due ricostruzioni virtuali dedicate alle antichità esposte intorno al Duomo nel Rinascimento e alla perduta Galleria delle antichità di Francesco II in Palazzo ducale, anch’esse curate da Altair.

La costruzione del duomo romanico a opera dell’architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo, nel quale il rapporto con l’antichità appare strettissimo, costituisce la giuntura tra la città antica e quella moderna. Il periodo rinascimentale è quello in cui più consapevole diventa il richiamo al glorioso passato romano della città, le cui vestigia sono pubblicamente esibite nei luoghi più significativi. Tra Sei e Settecento il tema si declina variamente tra passioni collezionistiche, richiamo a un’antichità esemplare e nascita della grande tradizione erudita legata al nome di Muratori, che culmina nel primo Ottocento con la creazione del Museo Lapidario Estense. La precoce nascita di una cultura scientifico sperimentale a metà Ottocento e la fondazione del Museo Civico in epoca post-unitaria determinano approcci diversi al recupero della città sepolta fino al progressivo affermarsi nel corso del Novecento di una coerente politica di tutela e valorizzazione

 

In questo percorso che collega passato e presente viene affrontata anche la dimensione del futuro attraverso il progetto “Capsule del tempo. Da Mutina al futuro”, che favorisce, attraverso la partecipazione diretta del pubblico, una riflessione sul ruolo imprescindibile della memoria nella costruzione della storia collettiva e delle storie individuali.  Alla time capsule modenese, costituita da un grande contenitore in materiale trasparente collocato nella sede espositiva, visitatori e scolaresche potranno affidare oggetti, testi scritti, fotografie, articoli di giornale rappresentativi della contemporaneità e destinati a essere svelati in un momento del futuro che a sua volta rappresenterà una ricorrenza importante per la città: il 2099, 1000 anni dopo la posa della prima pietra del Duomo. Collaborano all’iniziativa le biblioteche e i punti di lettura del Comune di Modena, che tra novembre e aprile organizzeranno sul tema delle capsule una serie di laboratori, proiezioni, letture e incontri con l’autore. Si comincia il 26 novembre con una conferenza del divulgatore scientifico Paolo Attivissimo, che affronterà il complesso tema della conservazione dei dati digitali (foto, audio, video, documenti) offrendo esempi e consigli per evitare che chi verrà dopo di noi riceva in eredità solo un’illeggibile catasta di bit.

 

Alla mostra Mutina Splendidissima allestita negli spazi del Foro Boario si collegano le iniziative curate dalle Gallerie Estensi. Presso la Biblioteca Estense apre il 26 novembre in Sala Campori la mostra Umanisti e bibliotecari. Il fascino dell’antico nelle raccolte ducali che esplora il contributo che generazioni di umanisti, antiquari e bibliotecari hanno portato allo studio della cultura classica. Il percorso espositivo si snoda nei secoli seguendo le acquisizioni dei bibliotecari di casa d’Este che per secoli hanno accresciuto il patrimonio librario della Biblioteca Ducale dimostrando un interesse mai estinto per la cultura del mondo antico.

Contestualmente sarà disponibile la nuova APP di guida al Museo Lapidario Estense che attraverso un percorso narrato conduce i visitatori a scoprire la storia di questa importante collezione, presentando i personaggi di maggior spicco e i monumenti più importanti per la storia di antica di Modena.

 

L’esposizione Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità si inserisce nel più ampio progetto 2200 anni lungo la Via Emilia, promosso dai Comuni di Modena, Reggio Emilia e Parma, dalle Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle sedi di Bologna e Parma, dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’Emilia-Romagna e dalla Regione Emilia-Romagna.

 

Informazioni
Musei Civici di Modena

Largo porta Sant’Agostino 337

musei.civici@comune.modena.it
tel. 059 2033122, fax 0592033110

www.museicivici.modena.it

www.mutinasplendidissima.it

www.2200anniemilia.it

 

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Categorie:archeologia, mostre, storia Tag:

Terramara di Pilastri

22 Settembre 2017 Commenti chiusi
Categorie:archeologia Tag:

San Lorenzo

10 Agosto 2017 Commenti chiusi
Categorie:astronomia Tag:

Archeologia a Bondeno

13 Giugno 2017 Commenti chiusi

Invito alla lettura Venerdì 16 giugno 2017 ore 17

Archeologia e storia della bassa valle del Po dalla preistoria all’età romana

Presentazione del volume curato da Daniele Biancardi

Dialogano con il curatore Margherita Pirani e Lara Dal Fiume del Gruppo Archeologico di Bondeno.
Il libro tratta le vicende archeologiche del bondesano inquadrate in una spazialità e temporalità di largo respiro (la bassa Pianura Padana dal Neolitico al Medioevo) con un riferimento particolare agli scavi archeologici in corso presso la Terramara di Pilastri. “Il volume, curato da Daniele Biancardi, attento conoscitore della storia dell’antico ferrarese, è la palese dimostrazione della notevole stratificazione archeologica e storica del territorio, i cui estremi cronologici in questa pubblicazione vanno dal Wurmiano medio – all0incirca 50.000 anni fa – all’età romana (tratto dall’introduzione di Livio Zerbini”.

Presentazione del libro presso la biblioteca Ariostea in via Scienze 17 a Ferrara

 

Boato nella notte

31 Maggio 2017 1 commento

Il boato si è sentito distintamente e ha fatto tremare i vetri delle case a San Felice, Mirandola e Medolla. Tanti hanno pensato al terremoto, ma di scossa non si tratta. Perchè quel visto che hanno avvertito in tanti attorno alle 23.10, uniti alle segnalazioni di chi in quel momento era fuori e ha visto una lunga scia di luce cadere verso terra, fa pensare a una sola cosa: un meteorite.Cosa che è stata confermata poco dopo dagli esperti.

Uno spettacolo davvero affascinante che ha lasciato tanti a bocca aperta: per lunghi secondi il cielo si è schiarito ed è passata una palla di luce verde con una scia gialla e rossa, enorme, lasciando dietro di sè una intensa onda sonora.

Probabilmente il corpo celeste si è disintegrato nell’impatto con l’atmosfera. Il boato non necessariamente è legato al rovinare per terra. Infatti, anche se il fenomeno è raro, si potrebbe trattare di elettrofonia, ovvero del rumore dovuto al frantumarsi del bolide in quota, che si sente solo dopo il passaggio del bolide luminoso perchè il suono viaggia più lentamente della luce e arriva dopo.

Meglio si capirà con la luce del giorno, gli elementi raccolti finora non sono sufficienti per far delineare agli esperti nessuna ipotesi precisa. Segnalazioni di danni dalle nostre parti, comunque, non ce ne sono al momento.

Gli avvistamenti non sono solo nella Bassa modenese. I siti e Twitter ne rilanciano da tutto il Nord Italia, soprattutto da Modena, Milano e Verona.

Intanto la conferma che si tratti di un meteorite arriva da Luca Boaretto, responsabile dell’Osservatorio astronomico di Rovigo.

“In astronomia è normalità: ogni giorno cadono 110 quintali di frammenti meteoritici. Qualche volta capita che un frammento sfondi l’atmosfera fino ad esplodere a pochi centinaia di metri creando il classico bagliore verde (dovuto alla carica di ferro). Esplodendo crea una bella onda d’urto capace di far tremare i vetri o anche di romperli”.

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Conferenza di astronomia

26 Maggio 2017 Commenti chiusi
Categorie:astronomia Tag:

Ricerca e innovazione

24 Maggio 2017 Commenti chiusi
Annalisa Azzolini AD Sidam

Sidam – società del gruppo Synopo, con sede a Mirandola (MO) attiva nella produzione di dispositivi medici monouso destinati a sale operatorie, cardiochirurgia, ostetricia-ginecologia, terapia intensiva e radiologia – è tra le 21 aziende che si sono aggiudicate il prestigioso Premio Imprese per Innovazione, consegnato oggi da Confindustria alle imprese che si sono distinte per avere investito con successo in Ricerca e Innovazione. La cerimonia di premiazione si è tenuta presso la sede di Confindustria a margine dell’incontro “L’innovazione scrive storie di successo”, durante il quale le società partecipanti si sono confrontate sull’importanza della Ricerca e dell’Innovazione nelle proprie esperienze aziendali di successo. L’intento di Confindustria è quello di focalizzare l’attenzione sull’importanza che gli investimenti in Ricerca e Innovazione hanno, non solo nel settore imprenditoriale, ma in ogni ambito della società.

Infatti, nell’era dell’industria 4.0 l’efficienza e il progresso tecnologico a 360° sono fondamentali per accrescere il vantaggio competitivo delle imprese, ma anche per favorire nel medio termine la cultura dell’innovazione e lo sviluppo sostenibile dell’intero Paese.

“Essere tra le società premiate da Confindustria per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo è per noi motivo di grande orgoglio e dimostra che il nostro costante impegno in questa direzione è riconosciuto tanto da annoverarci tra i casi di successo – commenta Carlo Bonomi, Presidente di Sidam e del Gruppo Synopo. “Ogni anno investiamo, infatti, il 10% del nostro fatturato in progetti di R&D con l’obiettivo di sviluppare e produrre dispositivi innovativi capaci di rispondere alle necessità del mercato. Inoltre, a oggi, deteniamo 14 brevetti operativi in 19 Paesi e siamo attivi, attraverso la recente acquisizione di BTC Medical Europe, nella valorizzazione del distretto biomedicale di Mirandola, il secondo al mondo dopo quello di Minneapolis. Lo studio di nuove tecnologie e l’investimento nell’internazionalizzazione negli anni ci ha ricompensato permettendoci di crescere nonostante la crisi, per questo motivo vogliamo continuare a operare in questa direzione distinguendoci, insieme alle aziende oggi premiate, per l’eccellenza delle nostre soluzioni” conclude Carlo Bonomi.

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