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Archivio per la categoria ‘Società’

Terremoto di ferragosto

14 Agosto 2017 Nessun commento

Un terremoto di magnitudo ML 2.3 è avvenuto nella zona: 6 km SW Bondeno (FE), il

  • 14-08-2017 00:06:36 (UTC) 8 ore, 19 minuti fa
  • 14-08-2017 02:06:36 (UTC +02:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 44.86, 11.36 ad una profondità di 2 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma.

Categorie:ambiente Tag:

Il fienile della “PROSPERA” che non c’è più !

8 Agosto 2017 Nessun commento

Assieme all’enorme fienile della “Zanluca” e a quello della “Rangona” formava il podio delle più importanti emergenze architettoniche rurali del territorio. Già fortemente danneggiato prima del sisma, il giorno seguente al tragico evento del maggio 2012 si mostrava così. Da qualche tempo però non c’è più neanche questo, è stato atterrato e definitivamente demolito, rimane solo la brulla altura sulla quale fu edificato. Inutile sottolineare quanta fetta di storia contadina abbia rappresentato questo storico manufatto rurale. Storie di faticosi lavori agricoli, lotte contadine, storie dolori, gioie e sacrifici, di amori e di illusioni, vissute dalla moltitudine di gente povera ma ricca di speranze e di valori, che nel tempo hanno popolato il suo cortile, la sua stalla, di giorno per cura del bestiame, la sera per stare in compagnia, specie nelle sere invernali, al tepore delle mucche, le donne filando, gli uomini giocando a carte, i bambini ad ascoltare le “favole” degli anziani e i giovani di nascosto che provavano i primi brividi d’amore. La grande possessione Prospera si trova tra Burana, Gavello e Scortichino, ovvero ai margini del canale di Burana e l’Argine Cagnette, attraversata al centro dalla strada bianca comunale Piretta Rovere che in tempi antichi seguiva il corso del torrente Gavello, sulle sponde del quale, dalla Prospera al Casino Suore, rimangono ancora evidenti testimonianze(dopo l’aratura) di insediamenti “romani”. In origine il fondo si chiamava “PROSPERA DUCALE” ed era sotto il diretto dominio dell’Abazia di Nonantola. Nel 1532 venne acquistata dal conte Bartolomeo Prosperi direttamente dal duca di Modena per poi essere rivenduta nel 1658 a Felice Rangoni, passò poi nel 1659 a Francesco Corvini, gli eredi del quale nel 1682 rinunciarono al bene in favore del duca di Modena Rinaldo D’Este. Nel 1710 la tenuta insieme a quella vicinale del “Quaranta” fu acquisita con una permuta da certo Antonio Lucchini e in seguito dopo complicate vicende giudiziarie nel 1822 arrivò nelle proprietà del marchese Cesare Lucchesini per poi passare in successione ereditaria a Gaetano Giglioli jr. e fino al 1906 alla di lui figlia Luisa Giglioli De Zigno. La “Prospera” fu poi acquisita dall’importante famiglia padovana dei Cavani che sempre nel secolo scorso né cedettero alcune parti. Oggi su detto fertilissimo fondo insistono tre spicchi di proprietà, eredi Lenzi, società agricola Agriberlato e (non so per quanto) gli originari eredi Cavani.

L'immagine può contenere: cielo, nuvola, casa, ponte, pianta e spazio all'aperto

Lorenzo Berlato

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Ricostruzione a Finale Emilia

28 Luglio 2017 Commenti chiusi

A Finale Emilia per una sera i consiglieri di opposizione hanno vestito i panni della maggioranza. Martedì scorso era in programma l’ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva che prevedeva, tra gli altri punti all’ordine del giorno, la votazione della variazione di bilancio di 2 milioni di euro che lo Stato verserà alle casse comunali a compensazione, causa sisma, del mancato gettito IMU per gli anni 2015 e 2016.

La variazione, però, è stata approvata grazie alla presenza dei consiglieri di opposizione senza i quali sarebbe mancato il numero legale. Infatti, erano assenti due consiglieri di maggioranza.

“Lo spettacolo offerto dalla maggioranza leghista del sindaco Palazzi – scrivono in una nota i consiglieri Stefano Lugli di Sinistra Civica per Finale Emilia, Andrea Ratti del PD, Elena Terzi e Pierpaolo Salino di lista civica per Finale – è stato indecoroso: il governo non aveva neppure i numeri necessari per permettere lo svolgimento del Consiglio Comunale. Solo grazie a noi consiglieri di opposizione il Consiglio è riuscito ad approvare la manovra consentendo alla Giunta di aver disponibili fin da subito i milioni arrivati nelle casse del Comune. Una scena a cui siamo ormai tristemente abituati, visto che è frequente che siano le opposizioni a garantire lo svolgimento delle sedute del Consiglio”.

“A questo appuntamento – proseguono i tre consiglieri – ci aspettavamo come minimo la presenza della maggioranza, considerata l’importanza del provvedimento: 2 milioni che entrano nelle casse del Comune non sono cose che capitano tutti i giorni. Invece abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione del vuoto amministrativo di chi sta governando il nostro paese, che non riesce ad essere presente nemmeno quando arrivano i soldi per ridare un minimo di dignità alla nostra città”.

Le risorse serviranno a finanziare il rifacimento e la manutenzione delle strade, delle scuole e della pubblica illuminazione e a pagare i progetti di ricostruzione del Municipio di Piazza Verdi, del Teatro Sociale e del Centro Sportivo.

“Adesso i soldi ci sono – concludono Lugli, Terzi, Ratti e Salino – la giunta si attivi per usarli presto e bene”.

Nella foto di copertina il consigliere Stefano Lugli

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Banda larga

24 Luglio 2017 Commenti chiusi

“Quanto avevamo immaginato e indicato come obiettivo nell’Agenda digitale dell’Emilia-Romagna a inizio mandato sta trovando attuazione”, sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture e Agenda Digitale, Raffaele Donini, e al direttore di Lepida spa, Gianluca Mazzini.

“Nei prossimi 3-4 anni l’Emilia-Romagna avrà un potenziale vantaggio competitivo rappresentato dall’infrastruttura pubblica di rete a banda ultra larga, qualcosa che oggi non c’è in Italia e non c’è in buona parte d’Europa”, aggiunge Bonaccini. “Si tratta di un’opportunità che il sistema produttivo, sociale ed educativo deve cogliere, con la quale mettiamo in campo un altro tassello fondamentale per attrarre in Emilia-Romagna investimenti e talenti, sviluppare business e trasformare filiere e produzioni in una nuova chiave tecnologica”.

“L’intervento nei Comuni è particolarmente rilevante sia dal punto di vista delle risorse sia come ricaduta in termini di estensione territoriale dei cantieri (saranno interessati praticamente tutti i comuni della regione) e di forza lavoro impiegata nei quattro anni. Si stimano infatti almeno 500 posti di lavoro l’anno”, spiega Donini. “Siamo di fronte ad una ‘rivoluzione digitale’ che parte dalle infrastrutture ma che può essere colta da subito come una trasformazione culturale: una sorta di ‘patto per il digitale’ che mette insieme tutti i soggetti che operano nel territorio: istituzioni pubbliche, rappresentanze e soggetti privati. Lo stesso intervento nelle aree bianche- chiude l’assessore- è stato studiato mettendo in sinergia competenze ed infrastrutture esistenti sul territorio e realizzate in questi anni da Lepida spa, che si conferma come un asset strategico per il territorio regionale”.

“Lepida spa realizza le dorsali dove mancano, poi arriva Open Fiber selezionato da Infratel per fare l’accesso, cioè l’ultimo tratto verso cittadini ed aziende”, sottolinea Mazzini. “Ad oggi abbiamo già terminato 38 tratte e ne stiamo realizzando altre 87. Le tratte sono immediatamente disponibili agli operatori di telecomunicazioni. Lepida spa sta seguendo tutti i progetti di Open Fiber e si interfaccia con i Comuni per la loro validazione. Abbiamo oltre 360 convenzioni firmate con l’impegno degli Enti a fornire i permessi in soli 30 giorni”.

Il progetto per le aree bianche
Lo scorso 16 giugno al ministero dello Sviluppo economico è stato firmato il contratto fra Infratel e Open Fiber per la realizzazione della rete pubblica per la banda ultra larga (Bul) nelle prime sei regioni italiane. L’Emilia-Romagna è tra queste.

La situazione in Emilia-Romagna
Agli interventi pubblici previsti nelle aree bianche, si affiancano quelli effettuati dagli operatori privati e i progetti, seguiti da Lepida spa, dedicati a collegare tutte le scuole e gli uffici della pubblica amministrazione della regione.

Entro il 2020 con l’intervento di Lepida spa e in coordinamento con le attività previste nel contratto Infratel con Open Fiber, arriverà la banda ultra larga in 160 aree produttive, artigianali o industriali dell’Emilia-Romagna, grazie a una parte dei 26 milioni di euro di fondi Fesr; mentre con parte dei 49 milioni di fondi Feasr saranno connesse le aree rurali83 aree produttive e 33 Comuni.

In particolare, le scuole connesse in fibra sono già oggi 860 (sulle 1.900 totali) ed entro il 2020 saranno tutte collegate alla banda ultra larga (1 Gbps). Infine, sono già connessi 298 municipi (sui 333 complessivi), saranno il 100% entro il 2020.

Ad oggi il 100% dei cittadini in Emilia-Romagna ha a disposizione una rete a 2 Mbps, il 50% a 30 e il 10% a 100. Nel 2020 l’86% delle persone sarà raggiunta da collegamenti a 100 Mbps.

Per quanto riguarda il Wifi: nel 2020 saranno 4.000 i punti realizzati con la rete pubblica “Emilia-Romagna Wifi”. Sono 1.700 oggi.

Tutti i dettagli e l’aggiornamento sui singoli interventi e sui tempi di realizzazione in ciascun Comune sono online su: http://digitale.regione.emilia-romagna.it/agendadigitale/pianoBUL/previsione-interventi-bul

 

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ASL e disdette mancate

21 Luglio 2017 Commenti chiusi

La Direzione dell’Azienda USL di Ferrara desidera formulare alcune  precisazioni  in merito alle modalità con cui si gestiscono le sanzioni per le mancate disdette per dare opportune e corrette informazioni a cittadini e pubblica opinione.

L’Ufficio Pratiche delle Mancate Disdette è attivo dalle 11.00 alle 13.00. nel Settore 4 – CUP della Casa della Salute “Cittadella San Rocco” in C.so Giovecca 203 a Ferrara e già dalla settimana scorsa riceve il pubblico senza rilevare particolari difficoltà; qualora si rendesse necessario è disponibile il servizio “numerazione elimina coda” per evitare difficoltà tra il pubblico sulle precedenze per situazioni di particolare affluenza.

Nella comunicazione personale inviata ai cittadini che ricevono la sanzione è chiaramente indicato collocazione dell’Ufficio e orario di ricevimento dalla 11.00 alle 13.00.

Per quanto riguarda le sanzioni del 24 Maggio u.s., giornata di sciopero nazionale, -o comunque in caso di futuri scioperi- si precisa che, né i sistemi informatici né una persona fisica, sono in grado di distinguere se il paziente ha effettuato uno spostamento di prenotazione a causa dello sciopero o per altre motivazioni; per questo motivo s’inviano le sanzioni, ma il cittadino può e deve presentare il proprio giustificativo che sarà ovviamente accolto rientrando lo sciopero nel novero delle giustificazioni individuate dalla Regione. A tal proposito, si sottolinea, infatti, che tutti i giustificativi presentati a causa dello sciopero citato sono stati accolti.

Gli importi delle sanzioni vanno da 6 al 36.15 € (46.15 per gli interventi ambulatoriali, come, ad esempio, tunnel carpale o cataratta) + 12 € di spese di notifica.

Nel verbale di accertata violazione è chiaramente indicato che gli utenti -per legge- hanno 30 giorni per presentare le proprie giustificazioni e 60 per effettuare il pagamento.

Il colloquio individuale è solo una delle modalità di presentazione del giustificativo previste dall’Azienda, che contempla anche l’invio tramite e-mail, fax, pec e posta ordinaria.

Tutti coloro che trasmettono il giustificativo, o richiesta di informazioni, ricevono riscontro formale nel giro di qualche giorno e la risposta fornita ha la stessa validità. Inoltre, in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente, a coloro che hanno giustificato la mancata o tardiva disdetta, con conseguente accoglimento della medesima,  è sempre inviato il provvedimento di archiviazione.

Il personale degli uffici amministrativi, come previsto dal regolamento aziendale, non è tenuto ad esibire una cartellino identificativo, in quanto, il nome e cognome del lavoratore e l’ufficio di appartenenza sono chiaramente indicati nella targa accanto alla porta d’ingresso del medesimo.

 

 
Categorie:sanità Tag:

E da noi?

16 Luglio 2017 Commenti chiusi

“Ritardi e insufficienze”, così la Cgil bocca la sanità nella Bassa”. La Cgil di Modena con i sindacati Spi e Funzione Pubblica ha incontrato la direzione sanitaria del distretto e dell’ospedale di Mirandola. Questo a conclusione delle iniziative organizzate nei mesi scorsi dallo Spi e rivolte alla cittadinanza, sul piano di sviluppo dell’ospedale di Mirandola e della sua integrazione con l’assistenza territoriale e con gli ospedali della rete.

Per la CGIL rimangono aperti alcuni temi dovuti a insufficienze e ritardi: le richieste della CGIL si sono concentrate in particolar modo sui tempi troppo lunghi per il completamento della Casa della Salute di Finale Emilia e l’implementazione dei relativi percorsi di cura e prevenzione, il potenziamento degli ambulatori  infermieristico e di rischio cardiologico, il ritardo del progetto sulle cure palliative dell’HOSPICE e la realizzazione dei posti letto di ospedale di comunità.

“Sottolineiamo, inoltre, la carenze del personale sanitario e di quello amministrativo, che non trovano adeguate risposte – dice la Cgil – servirebbe un investimento adeguato sulle diverse professionalità che permettano la tempestiva risposta ai bisogni del cittadino/utente”.

Nella nuova programmazione presentata in Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria i punti di avanzamento per l’ospedale di Mirandola saranno la riduzione dei tempi di attesa per i ricoveri chirurgici programmati, il centro per i disturbi del sonno e delle apnee notturne, inoltre a Mirandola saranno sviluppati gli interventi di anca, ginocchio e piede.

“Mentre esprimiamo interesse per il progetto presentato, – ribadisce la Cgil – riteniamo, però, necessario un investimento sull’assistenza domiciliare e di base che sia in grado di  sostenere il cambiamento del modello ospedaliero nella logica della partecipazione alla rete  che non lasci solo il cittadino una volta dimesso dagli ospedali per acuti. Facciamo, quindi,  nostra la preoccupazione di molti cittadini che vedono nel processo innescato dalla riorganizzazione dei servizi, il rischio di impoverire i territori più periferici”.

La CGIL sottolinea la necessità di una pianificazione aziendale che assicuri il funzionamento equilibrato di tutti i servizi territoriali come ribadito più volte anche nella Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria.

Allo stesso tempo, però, non ci stiamo a essere tirati per la giacchetta come sta succedendo in questi giorni sulla stampa locale da parte di alcune forze politiche e continueremo ad esprimere una nostra posizione autonoma e fuori dalle logiche elettorali, ma col solo obiettivo di tutelare gli interessi di cittadini e lavoratori.

 

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La “Casa della Salute” a Finale

5 Luglio 2017 Commenti chiusi

Venti posti letto per  il novello ospedale di comunità che sarà associato alla Casa della Salute di Finale Emilia, i cui lavori di ristrutturazione inizieranno tra pochi mesi, nel 2017, per offrire ai finalesi il nuovo servizio a partire dal 2019. E’ quanto emerso dal convegno sulla Casa della Salute organizzato oggi dallo Spi Cgil, che ha visto una affollatissima platea di cittadini interessati a conoscere presente e futuro del loro ex ospedale trasformato qualche anno fa in Casa della Salute con non poche polemiche. L’annuncio dell’avvio dei lavori è stato dato dal nuovo direttore del distretto Ausl di Mirandola Angelo Vezzosi, che ha spiegato come i posti letto che i finalesi attendono da anni arriveranno con la ristrutturazione del primo stralcio del vecchio ospedale, che sarà completata entro il 2019. Vezzosi ha fornito queste date garantendo la certezza delle scadenze. Come funzionerà? I posti letto per le lungodegenze si chiameranno “ospedale di comunità”, e saranno al secondo piano dell’edificio. Al primo ci sarà la Casa della Salute con gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri, il primo soccorso, i servizi infermieristici eccetera eccetera. Saranno i medici di base, ha spiegato Vezzosi, a sommare alle loro attività anche la gestione dei posti letto.

Niente da fare, invece, per l’auto medicalizzata richiesta da tanto tempo. Ce l’hanno nel distretto vicino, ha ricordato Vezzosi, a disposizione per le emergenze e comunque l’elicottero arriva dovunque. (!)

A breve partirà un percorso partecipato in collaborazione con il Comune per far conoscere i servizi offerti dalla Casa della Salute che, ha illustrato l’infermiera capo Cinzia Minozzi, sono davvero tanti, e in crescita. Solo per le medicazioni, ad esempio, se ne fanno quasi due mila l’anno, e a ottobre si vedranno due nuovi servizi: la rilevazione della curva glicemica e lo sportello consulenza per le dipendenze.

Villa Finetti, invece, resterà vuota ancora almeno un paio di anni ha spiegato il sindaco Sandro Palazzi. La struttura serve per ospitare gli ambulatori che avranno bisogno di spazi nel passaggio dal completamento del primo stralcio dei lavori all’ex ospedale (appunto, nel 2019) e il secondo stralcio per ridefinire e organizzare gli spazi.

http://www.sulpanaro.net/2016/09/casa-della-salute-finale-lavori-partono-mesi-sara-pronta-nel-2019-20-posti-letto/

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Allerta caldo

24 Giugno 2017 Commenti chiusi

Invito a seguire le consuete regole per prevenire i rischi per la salute.

È stata emessa una nuova allerta meteo per l’incremento delle temperature, sia nei valori minimi che in quelli massimi, associati a livelli alti di umidità determinano, già da oggi e fino a domenica. Leggi tutto

Dall’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile alcune semplici norme di comportamento da seguire per limitare il disagio nei giorni in cui è previsto un rischio elevato di ondate di calore e per le successive 24 o 36 ore- non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto gli anziani, i bambini molto piccoli, le persone non autosufficienti o convalescenti: queste non solo sono le ore più calde della giornata ma sono anche quelle caratterizzate dai livelli più elevati di ozono

- in casa, proteggersi dal calore del sole con tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi

- bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno) a temperatura non eccessivamente bassa. Evitare bevande alcoliche, gassate o zuccherate e caffeina.

- consumare pasti leggeri, preferendo pasta e carboidrati a carne e formaggi fermentati. Evitare di consumare cibi troppo caldi. Mangiare molta frutta e verdura

- indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all’aperto evitando le fibre sintetiche. Se è con voi una persona in casa malata, fate attenzione che non sia troppo coperta

- usare tende o chiudere le imposte nelle ore più calde; limitare l’uso del forno e dei fornelli, che possono contribuire ad aumentare la temperatura in casa

- evitare il flusso diretto di ventilatori o condizionatori e le correnti d´aria

- non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole.

- fare bagni o docce con acqua tiepida.

L’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, in stretto raccordo con Arpae E-R, segue costantemente l’evoluzione dei fenomeni; si consiglia di consultare i dati sempre aggiornati sulla piattaforma web

https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it

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Radio Bondeno

8 Giugno 2017 Commenti chiusi

Ormai ci stiamo dedicando al passato (forse per dimenticare il presente), così mi sono ricordato che nel 1975, dopo la liberalizzazione delle frequenze, anche a Bondeno sorse una radio libera in via Carmine e l’ho pubblicata su FB chiedendo se qualcuno se ne ricordava.

Così ho appreso che: Lo studiolo di Radio Bondeno era proprio dentro la porta verde, sotto il ponticello che si vede nella foto.
Prima della sede dell’emittente c’era un piccolo magazzino, succursale della ditta “Termobondenese”, rivendita di articoli per idraulica (poi di mobili) di proprietà del signor Giuseppe Chiodi.
Prima dell’insediamento della “Termobondenese” (alla fine degli anni sessanta) l’edificio, già convento, poi opificio e successivamnete sede dell’ex mulino “Premarini”, era completamente vuoto ed in disuso.

Marco Dondi è risalito ancora più indietro, ricordando che l’opificio in questione (caratterizzato da un’altissima ciminiera) era una fabbrica di nevole il cui titolare si chiamava Giuseppe Amodelli, e che chiuse l’attività verso le metà degli anni 10, il mulino già presente nella seconda metà dell’800 era gestito dalla famiglia Vincenzi, poi nel primo dopoguerra fu acquistato da Alicandro Fabbri di Guattarella che poi lo cedette a Premarini … il Fabbri insieme ai figli si dedicò alla fonderia e officina di via Cavallotti (F.lli Fabbri)

Infine una foto di Gabriele Gatti ritrae una festa della radio nel 1977

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Gente di Bondeno

1 Giugno 2017 Commenti chiusi

Marchetti Osvaldo, 1886

Nato a Bondeno, zona di Ospitale, completate le scuole elementari, si è fatto adulto frequentando le corti dell’azienda di Gaetano Sani, comprendente terreni e case coloniche nelle aree di Ospitale e Settepolesini ed inoltre in quelle di Burana e Pilastri, suddivise, dopo la morte del titolare, fra i figli Ivo, detto Nando e Achille. Legato alla campagna, nei cui ambito era cresciuto, ha assunto il ruolo di controllore cioè di “Caporale” e, dopo alcune stagioni, quella di “Fattore”. Il nuovo incarico l’ha impegnato in maniera quasi totale, ma il dinamico fattore, i cui figli Egizio e Bruno, completata la scuola, avevano frattanto intrapreso il lavoro di falegnami anch’essi presso l’azienda Sani, desiderava qualcosa di diverso dal lavoro dipendente ed allora, non senza fatica e coraggio, dopo aver convinto, non senza difficoltà, il fratello Nando, ha acquistato un’ampia area scoperta situata a Bondeno capoiuogo, zona sud orientale del Santissimo, in quei tempi
completamente scoperta. Si è trattato di un acquisto molto impegnativo, pagato con una montagna di cambiali, aumentate di numero dopo la stipulazione, perché liquidato il fratello Nando che ha deciso di non proseguire quell’esperienza, su quel suolo,
l’ex fattore ha costruito un ampio magazzino per il commercio all’ingrosso ed al dettaglio di legname ed una falegnameria per i figli Egizio e Bruno nella quale è stata avviata la produzione di cassette in legno con la collaborazione di quaranta operaie. Ma la nascita dello zuccherificio, seguita dalla costruzione del Palazzo Schiaffino e della numerose case che la Società Saccarifera Genovese ha eretto nelle Vie Bonati e dei Mille e nella Piazza A. Moro (in quei tempi Piazza del Popolo), la costruzione della S.A.T.P.A.A. in Via F.lli Borselli per la lavorazione del pomodoro, il completamento dei lavori della Bonifica di Burana in esecuzione delle leggi sulla “Bonifica Integrale” e dei progetti elaborati dal nuovo direttore tecnico del consorzio Ingegner Alberto Baroni, di quegli anni, hanno dato a Bondeno un impulso straordinario concretizzatosi con la costruzione di decine di case coloniche e padronali. Ciò ha fatto sì che la neonata ditta Marchetti Osvaldo benefìciasse di quel benessere tanto da dover affiancare ai figli Egizio e Bruno, altri collaboratori impiegati nel commercio e nella costruzione di attrezzi agricoli, infissi di ogni tipo ed anche di mobili. La falegnameria Marchetti, guidata dall’intraprendente fondatore è diventata il centro di vendita di legname più importante del paese ed anche il luogo di apprendimento della professione di falegname per tanti bondenesi, alcuni dei quali hanno poi avviato la stessa attività in maniera autonoma.
Superati gli anni della Seconda Guerra Mondiale, Osvaldo che da tempo si era stabilito in una casa appartenente ai F.lli Banzi situata nel rione Santissimo, ha fatto costruire per sè ed i suoi figli, in Via Pironi, una grande casa comprendente  abitazioni e negozi per la quale, manifestando il suo attaccamento al territorio, ha preteso che il modulo delle finestre fosse quello ferrarese e non quello che la moda andava allora affermando. Ma con l’arrivo del 1953, il dinamico ex fattore dei Sani che aveva raggiunto 67 anni è prematuramente scomparso, lasciando ai figli un complesso enorme, divenuto di non facile gestione in assenza di chi l’aveva realizzato e guidato.

Edmo Mori

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