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Archivio per la categoria ‘ambiente’

Centri regionali per il riuso

6 Ottobre 2017 Commenti chiusi

Nuove regole per i Centri per il riuso di Nonantola, Ravarino, Soliera e Bastiglia, nel modenese, e per tutti quelli della rete regionale.

È di questi giorni, infatti, l’approvazione delle Linee guida dei centri comunali del riuso (delibera 1382/2017) aggiornate dopo aver ascoltato proposte e esigenze di Comuni e gestori dei centri nel corso di un percorso partecipato che si è svolto nei mesi scorsi. Hanno preso parte all’attività oltre 80 amministratori comunali, 61 rappresentanti di società di gestione del servizio rifiuti attive sul territorio regionale, 34 esponenti di associazioni sindacali, ambientaliste e di categoria.

I Centri per il riuso sono spazi attrezzati – sostenuti dalla Regione – dove esporre e scambiare beni usati, aperti a tutti. In Emilia-Romagna sono già 28 – altri 12 stanno per arrivare – e da oggi per i cittadini sarà più facile accedere grazie a regole più semplici per la consegna ed il ritiro dei beni.

“Siamo impegnati – ha dichiarato l’assessora regionale all’ambiente Paola Gazzolo – nel potenziarne la rete: lo dimostra il finanziamento di quasi 1 milione di euro messo a disposizione nei mesi scorsi con il Fondo incentivante previsto dalla legge sull’economia circolare. Un investimento che intendiamo confermare anche in futuro perché rappresenta uno dei tasselli fondamentali della strategia regionale per ridurre la produzione dei rifiuti, ponendo al centro la prevenzione e il riuso”.

Cosa cambia 
Tra le novità dunque la semplificazione di moduli e modalità di accesso ai centri: dopo una prima registrazione, per tutte le visite successive basterà il riconoscimento da parte del personale. Per i gestori dei centri, invece, è stata prevista la possibilità di quantificare i beni in modo uniforme con l’introduzione di pesi standard, così come quella di effettuare piccole manutenzioni di parti elettriche ed elettroniche se contemplato nel regolamento della struttura. Inoltre, sarà possibile utilizzare i centri come spazi educativi dove realizzare iniziative per valorizzare il riuso dei beni.
Sono state approvate anche le Linee guida per i Centri del riuso non comunali, cioè gestiti da enti o associazioni privati, ed è stato istituito uno specifico elenco a cui possono iscriversi quelli conformi che si aggiunge a quanto già realizzato per i Centri comunali.

I Centri per il riuso
I centri comunali del riuso oggi iscritti nell’Elenco regionale sono 28: nel parmense si trovano a Parma e a Colorno; nel reggiano a Campagnola Emilia, Fabbrico, Novellara, Reggio Emilia, Reggiolo, Rolo, Rubiera, due a Scandiano; nel modenese a Bastiglia, Campogalliano, Castelnuovo Rangone, due a Modena, Nonantola, Novi Pievepelago, Ravarino, San Cesario sul Panaro/Castelfranco Emilia, Soliera, Spilamberto. Nel bolognese si trovano a Bologna, Ozzano dell’Emilia e Sant’Agata, nel ravennate a Faenza e uno a Forlimpopoli nella provincia Forlì-Cesena.
Nel 2016 è stata finanziata la realizzazione di 12 nuovi centri che sorgeranno a Cento (Fe), a Piacenza, nell’Unione bassa Est parmense (Pr), a Formigine (Mo), Granarolo Emilia (Bo), Bagnolo in piano (Re), Sissa Trecasali (Pr), Loiano (Bo), Cento (Fe), Polesine Zibello (Pr), Boretto (Re), Reggiolo (Re), e Reggio Emilia.

Previsti dalla legge 16/2015 e dal Piano regionale per la gestione dei rifiuti, sono strutture gestite direttamente o indirettamente dai Comuni per incentivare lo scambio di beni per il riutilizzo. Il loro funzionamento è regolato dalle Linee guida della Regione.

I cittadini possono consegnare ai centri beni usati integri e funzionanti a titolo gratuito: il ritiro di tali beni può essere gratuito od oneroso secondo quanto stabilito dal Comune, che può anche prevedere agevolazioni tariffarie per gli utenti del servizio. Dopo al massimo un anno, se il bene non è stato richiesto da nessuno, viene portato a un centro di raccolta rifiuti, recuperato, smaltito o, previo accordo con il Comune, può essere devoluto ad associazioni senza fini di lucro.
L’apertura e l’adeguamento dei centri comunali è finanziata anche dal Fondo Incentivante previsto dalla legge regionale sull’economia circolare (n.16/2015) e gestito da Atesir, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti.

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Preapertura della caccia

1 Settembre 2017 Commenti chiusi

Parte il 3 settembre, con la prima domenica di preapertura, la stagione venatoria 2017-2018: solo di giovedì e domenica, i cacciatori potranno cacciare da appostamento fisso e temporaneo tortore, gazze, cornacchie grigie, ghiandaie, merli. La preapertura terminerà giovedì 14 settembre e domenica 17 si apre la caccia alla selvaggina stanziale che coinvolge oltre quattro mila cacciatori modenesi più circa 1.500 da altre province.

Lo prevede il calendario venatorio regionale che sarà presentato venerdì 1 settembre (dalle ore 15.30) a Modena nel corso di un incontro, promosso dalla Provincia,  nell’aula magna dell’istituto Fermi di Modena (via Luosi 23) alla presenza di Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura, caccia e pesca; Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena, Fabio Leonelli, comandante della Polizia provinciale, i rappresentanti delle associazioni venatorie, agricole e dei soggetti interessati.

Come sottolinea Muzzarelli l’incontro serve a illustrare il calendario e fare il punto sull’attività alla luce della «positiva collaborazione del mondo venatorio nella gestione faunistica del territorio al fine di mantenere un corretto equilibrio tra le specie grazie anche al ruolo dei cacciatori coadiutori che insieme alla Polizia provinciale gestiscono i piani di controllo degli ungulati, a tutela dell’agricoltura».

E LA CACCIA AL CINGHIALE RIPARTE IL PRIMO OTTOBRE1

In base al calendario nei giorni di preapertura si potrà cacciare solo fino alle 13 delle giornate di giovedì e domenica e non si potrà svolgere attività venatoria all’interno delle Zone di protezione speciale (Zps).

Tra le limitazioni spiccano quelle per la tortora e il merlo: è consentito il prelievo, con un carniere giornaliero di cinque capi per il merlo e 15 per la tortora. Per tutte le altre specie il limite giornaliero è di 25 capi.

La preapertura della caccia si aggiunge alla caccia di selezione agli ungulati, capriolo e cinghiale, già aperta da alcuni mesi e all’addestramento cani (non consentito negli orari in cui è praticata la preapertura).

Da domenica 17 settembre per due settimane la caccia alla selvaggina stanziale prosegue al giovedì e alla domenica, mentre dal 3 ottobre al 30 novembre con giornate a scelta del cacciatore (due a settimana).

Nel calendario venatorio, disponibile nel sito della Regione, sono elencati tutte le limitazioni ai carnieri, le specie cacciabili e le modalità di caccia.

 

In base al calendario venatorio da domenica 1 ottobre parte la caccia collettiva al cinghiale con i metodi della “braccata”(minimo 15 persone con più cani) e della “girata” (minimo quattro cacciatori e un solo cane); avviene tutti i giorni, tranne martedì e venerdì giornate di silenzio venatorio, e coinvolge oltre due mila doppiette abilitate dopo aver frequentato un corso autorizzato dalla Provincia.

Per i cacciatori alla piccola fauna stanziale che frequentano le aree dove si svolge questo tipo di caccia c’è l’obbligo di indossare indumenti a “visibilità alta”: ogni cacciatore è tenuto ad indossare almeno un capo di abbigliamento (pantaloni, camicie, gilet e cappello) di colore giallo o arancione per risultare maggiormente visibile, garantendo una maggiore sicurezza.

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Terremoto di ferragosto

14 Agosto 2017 Commenti chiusi

Un terremoto di magnitudo ML 2.3 è avvenuto nella zona: 6 km SW Bondeno (FE), il

  • 14-08-2017 00:06:36 (UTC) 8 ore, 19 minuti fa
  • 14-08-2017 02:06:36 (UTC +02:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 44.86, 11.36 ad una profondità di 2 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma.

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La questione ambientale

27 Maggio 2017 Commenti chiusi

La questione ambientale a Finale Emilia” è il titolo dell’incontro con i cittadini che l’amministrazione comunale ha organizzato per martedì 30 maggio, alle ore 21, presso la Sala Consigliare MAF di via della Rinascita.

Il grande interesse e le preoccupazioni manifestate da numerosi cittadini che chiedevano di essere informati sullo stato dell’ambiente nel nostro territorio, non sono passati inosservati. L’amministrazione comunale, però, ha preferito programmare un incontro pubblico, molto meno rigido, piuttosto che un consiglio comunale aperto – come richiesto anche dall’Osservatorio Civico “Ora Tocca a Noi”, attraverso una raccolta di firme – per il quale sarebbe stato necessario osservare un protocollo molto più formale, che avrebbe rischiato di ingabbiare la libera discussione.

Ad aprire i lavori sarà l’assessore all’Ambiente Gianluca Borgatti che relazionerà in modo dettagliato su alcuni temi caldi, quali il il caso Ecobloks, il monitoraggio del territorio e la discarica. Sarà poi la volta dell’assessore all’Agricoltura, Beatrice Ferrarini che interverrà sul tema Cispadana. Quindi il vice sindaco e assessore alla Sanità Lorenzo Biagi parlerà dell’Ospedale di Finale Emilia e della tutela della salute dei cittadini. Dopo le domande e gli interventi del pubblico, toccherà al sindaco Sandro Palazzi chiudere i lavori.

 

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Biodiversità

17 Maggio 2017 Commenti chiusi

a nome di Fabio Fabbri del Gruppo Micologico Bondeno Vi inoltro la locandina/invito alla partecipazione della “GIORNATA MONDIALE DELLA BIODIVERSITA’” che si svolgerà Domenica 21 Maggio pv a partire dalle ore 17,00 presso il “Centro Visite dell’A.R.E. Bosco di Porporana”.

Nuove trivellazioni

15 Maggio 2017 1 commento

Ai carpigiani interessa? Forse non hanno capito, forse è mancato il preavviso, fatto sta che al primo incontro pubblico per il comitato “No Fantozza”, venerdì 12 maggio in Sala Peruzzi, la partecipazione è stata bassa, troppo bassa rispetto alla posta in gioco, anche se il comitato si dichiara soddisfatto.

Sarà che l’area interessata dal progetto di esplorazione per la ricerca di idrocarburi che la società Aleanna Resources è autorizzata a portare avanti tocca solo marginalmente la Provincia di Modena – pochi km tra Budrione e Fossoli – ma le sedie vuote, se si conta che erano presenti ben 7 comitati di 7 differenti comuni, fanno pensare che il cammino sia ancora lungo (nel reggiano almeno gli agricoltori si sono mobilitati).

L’obiettivo dei gruppi è bloccare il progetto che interessa una superficie di 104 km quadrati e abitata da circa 127mila cittadini in una regione, la nostra, che è la più trivellata d’Italia, e dove le attività estrattive rischiano ormai di coprire la metà della sua superficie totale.

A ripercorrere l’iter con cui la Giunta ha concesso i permessi esplorativi e il dibattito in corso in Regione, sottolineandone la mancanza di trasparenza e l’incapacità di proposte che vadano oltre il monitoraggio delle diverse fasi di lavoro, è stato Gianluca Sassi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle (presente anche con due consiglieri comunali di Carpi e Fabbrico).

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

Si è parlato di inquinamento delle falde ed equilibrio idrogeologico, sismicità indotta e subsidenza (il sottosuolo che, privato di elementi al suo interno, tenderebbe a compattarsi verso il basso). E di tutti gli altri effetti negativi – potrebbe non succedere mai niente oppure sì – che potrebbero avere questi “rilievi sismici 3D con vibratori meccanici” o, peggio ancora, se dalle esplorazioni si passasse a vere e proprie estrazioni. “Perché – si chiedono infatti dal Comitato – ad autorizzazione emanata nel 2009, e bloccata dopo il sisma 2012, aspettare ancora così tanti anni e un iter così lungo se non ci sono ragionevoli probabilità che si trovi effettivamente qualcosa nel nostro sottosuolo? Questa ricerca non è accademica, la finalità è fare business”.

E così il comitato si mobilita, per raccogliere le firme e chiedere alla Regione di bloccare il percorso ma anche informare i cittadini per tutelare il territorio, che è dentro Natura2000, rete ecologica europea a tutela della biodiversità, spingerli a “volerne sapere di più per rispondere per le rime a chi pensa di poter fare ciò che vuole”: la stoccata era ai sindaci e ai consiglieri a prescindere dall’appartenenza politica, tutti invitati ma tutti assenti. Leggerezza, superficialità, inettitudine?, si chiedono i presenti. “Hanno lasciato la stalla aperta, i buoi sono fuggiti e ora cercano di rimetterli dentro. La stessa assessora regionale Palma Costi non lo ammetterà mai, ma ha detto ai sindaci di farsi sentire con i cittadini. E’ stato fatto?” ha rimarcato ironico Sassi. E così, ancora una volta, a cavalcare il tema è rimasto solo il Movimento 5 Stelle.

Info pagina Facebook: “Comitato NO Fantozza

Sulla pagina è possibile vedere il video della serata e le slides utilizzate nella presentazione.

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Comitato Verifica Ricostruzione

3 Febbraio 2017 2 commenti

COMUNICATO STAMPA

Si è costituito un Comitato spontaneo per la verifica dell’erogazione dei fondi per la ricostruzione in Emilia, dopo il terremoto del maggio 2012.
Il Comitato assume la denominazione di “C.V.R.” (Comitato Verifica Ricostruzione) ed è composto da Biancardi Daniele, Baruffaldi Lorenzo, Gallerani Mirco, Mattarelli Marco, Toselli Gilberto, Zagni Nelson, Zaniboni Andrea.
Questi i componenti al momento della costituzione, ma il C.V.R. è aperto a tutti coloro che vorranno aderire al principio di cui il comitato si fa promotore, per il quale i fondi (denaro di tutti i cittadini) destinati alla ricostruzione post-sisma debbono essere conferiti esclusivamente a soggetti che hanno ricostruito immobili realmente danneggiati dal terremoto ed erano utilizzati al momento degli eventi tellurici.
Detti edifici, come prevede la legge, debbono poi essere ripristinati con la medesima destinazione d’uso e così utilizzati.
I componenti del comitato hanno maturato esperienze amministrative in enti pubblici e/o associazioni, potendo così valutare qualificate riflessioni su di un fenomeno che ha visto l’impiego di ingenti risorse pubbliche destinate a privati.
E’ sotto gli occhi di tutti come nel dopo sisma, ruderi fatiscenti da anni, siano diventate nuove costruzioni realizzate con i fondi destinati alla ricostruzione dal terremoto.
Nei comuni dell’Alto Ferrarese decine di casi hanno visto fienili ricostruiti con tecniche e materiali tipici di ville o palazzine, che fanno pensare ad un utilizzo non conforme all’uso per cui sono stati finanziati e potrebbero trasformarsi in abitazioni, se l’istruttoria della pratica Comunale di MODIFICA D’USO fosse benevolmente favorevole.
E’ su questi casi che il C.V.R. vuole accendere i riflettori per far luce su come questo possa accadere, interrompendo una filiera di silenzi, complicità ed omissioni da parte degli organi di controllo.
Il C.V.R. si propone di sottoporre all’attenzione della Magistratura tutti i casi nei quali ravviserà palesi violazioni delle norme che hanno regolato l’erogazione dei fondi per la ricostruzione, chiedendo anche un incontro con la Procura della Repubblica per illustrare direttamente le modalità ed i meccanismi che hanno consentito manipolazioni a danno del pubblico interesse.

Il C.V.R. invita gli organi di comunicazione ad una conferenza stampa di presentazione, che si terrà lunedì 13 febbraio 2017, ad ore 18:00, presso l’Enoteca cantina Balboni, in Cento via Ferrarese n.98 .

L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

Gruppi di cammino

7 Ottobre 2016 Commenti chiusi

S’informano i cittadini del territorio di Bondeno che da martedì 4 ottobre hanno inizio le camminate con i “Gruppi di Cammino” istituiti dall’Azienda Usl di Ferrara e in sinergia con il Comune di Bondeno e volontariato locale, sportivo e non.

L’ex Struttura Borselli dal 4 ottobre sarà il luogo di incontro per i gruppi di cammino che, tutti i martedì pomeriggio, con la supervisione di personale infermieristico potranno effettuare una camminata in sicurezza.

Un progetto di promozione e di educazione alla salute dedicato ad adulti ed anziani per promuovere sani stili di vita, favorire momenti di integrazione sociale e di aggregazione ma anche per promuovere l’attenzione al territorio locale e ai suoi tratti più caratteristici.

Il progetto vede inoltre il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale del territorio locale in quanto i partecipanti per poter far parte dei gruppi di cammino devono far compilare al proprio medico di fiducia un questionario che sarà poi consegnato al Punto di Ascolto (Pda) presso il Poliambulatorio della casa della Salute di Bondeno (ex Struttura Borselli).

In allegato il materiale informativo che riporta le informazioni per partecipare alle camminate.

Per informazioni per partecipare ai gruppi di cammino rivolgersi al proprio medico di famiglia oppure al Pda – Poliambulatorio della Casa della Salute dal lunedì al venerdì dalle ore 10,30 alle 12,30. Tel. 0532 884336.

 

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Diserbante nelle nostre acque

2 Settembre 2016 Commenti chiusi

“Il nostro sospetto di una vasta contaminazione delle acque da glifosato è stato confermato dai risultati delle analisi che solo oggi la Regione ci ha fornito dopo mesi di attesa. C’è un rischio concreto per la salute dei cittadini e sono necessari provvedimenti urgenti di tutela”. È questa la richiesta di Silvia Piccinini, consigliera regionale del M5S, dopo che la Giunta ha risposto ad un accesso agli atti che chiedeva i dati sul monitoraggio del pesticida nelle acque della nostra regione. Monitoraggio che proprio il M5S aveva chiesto a gran voce nei mesi scorsi. “I risultati delle analisi dicono chiaramente che il glifosato non c’era semplicemente perché nessuno si prendeva la briga di cercarlo – spiega Silvia Piccinini – I valori peggiori sono a Cesenatico nel Canale Fossatone con 1,2 microgrammi/litro per il glifosato (12 volte il valore limite di 0,1) ed a Ravenna Canale dx Reno (Ponte Zanzi) per l’Ampa (il suo metabolita di degradazione) con 6,1 microgrammi per litro (valore altissimo che dice quanto sia persistente la situazione di inquinamento)”. Su 20 campionamenti solo in tre casi i valori sono inferiori ai limiti e comunque il pesticida è presente in concentrazioni significative.

Questi i valori (in microgrammi/litro) rispettivamente per Glifosato ed Ampa: Cento (FE) Casumaro, 0,9 e 3,4; Ruina RO Ferrara 0,51 e 1,2; Medicina (BO) Sant’Antonio Chiusura Bacino 0,17 e 0,4; Argenta (FE) Ponte Località Traghetto 0,16 e 0,33; Cesenatico (FC) Canale Fossatone 1,2 e 1,7; Uso Bellaria a valle Depuratore (RN) 0,18 e 0,28; Lamone Ponte (RA) 0,2 e 0,57; Reno Volta Scirocco (RA) 0,045 e 0,13; Ostellato (FE) a monte Chiusa Valle Lepri 0,53 e 2,5; Ostellato (FE) Idrovora Valle Lepri 0,19 e 1,7; Codigoro (FE) ex ponte Varano 0,6 e 2,2; Serravalle Berra (FE) 0,050 e 0,52; Argenta (FE) Chiavica Beccara Nuova 0,35 E 4,3; Sala Bolognese (BO) Ponte Loreto 0,15 e 2,0; Ravenna Ponte Zanzi 0,83 e 6,1; Argenta (FE) Centrale di Saiarino 0,77 e 3,7; Bevano Ponte S.S. 16 Fosso Ghiaia (RA) 0,15 e 1,8; Alfonsine Ponte Madonna del Bosco (RA) 0,42 e 3,8; Pontelagoscuro (FE) 0,067 e 0,53; Passerella Focomorto Ferrara 0,79 e 1,8. “Con dati di questo tenore – ribadisce la consigliera regionale del M5S – sono necessari controlli più diffusi (e veloci auspichiamo) sulle acque superficiali, controlli che vanno estesi anche a quelle di falda e per uso potabile, ma anche su prodotti della filiera agricola e sugli uomini. Ma soprattutto la Giunta regionale, in una situazione di pericolo per la salute dei cittadini, deve intervenire subito a cominciare dalla declinazione regionale del PAN (il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) che deve vietare l’uso di questo pesticida”.

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vedi anche https://www.testmagazine.it/2016/04/22/glifosato-il-veleno-nascosto-ma-non-troppo/7889/

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Parco del Panaro

22 Febbraio 2016 1 commento
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