Centro polifunzionale a Bondeno

22 Dicembre 2017 Commenti chiusi


Ogni  cilindro ospiterà funzioni distinte. Quello di dimensioni maggiori ha una grande sala di 250 mq dalla struttura estremamente flessibile, che potrà essere utilizzata per conferenze, rappresentazioni teatrali, esposizioni ed attività sportive leggere (corsi di aerobica, yoga, ginnastica per anziani), mentre quello piccolo sarà un centro di promozione delle specialità enogastronomiche locali.

La tecnica costruttiva è mista in acciaio e legno. Le pareti circolari sono interamente vetrate per ottimizzare l’illuminazione naturale e la permeabilità visiva. Una schermatura in acciaio protegge le vetrate dal sole al fine di ottimizzare l’irraggiamento ed il riscaldamento passivo interno. Un sistema di pannelli fotovoltaici sulla copertura del cilindro grande garantisce la produzione elettrica per la gestione di entrambi gli edifici.

“Lo strumento giuridico utilizzato per questa iniziativa, il Trust –  dichiara Piero Gnudi, Garante del Trust Nuova Polis Onlus –  è del tutto innovativo per la realizzazione di opere con finalità di beneficenza. Abbiamo infatti richiesto, ed ottenuto, grazie alla sensibilità dell’Agenzia delle Entrate,  riconoscimento del Trust quale ONLUS, grazie al quale tutti i fondi donati dai privati sono stati effettivamente ed esclusivamente utilizzati per coprire i costi sostenuti per la realizzazione delle opere.”

“A dimostrazione dei valori che sottendono al fare impresa nel nostro territorio –  ha dichiarato Luigi Castagna, componente del Trust  in rappresentanza di Confservizi   –   abbiamo deciso di donare alle popolazioni colpite dal terremoto nuovi spazi di aggregazione sociale, di grande qualità architettonica, tecnologica, sostenibile e funzionale, costruiti con tecniche e materiali innovativi.”

“L’opera di Bondeno –  ha aggiunto Mario Agnoli, componente del Trust  in rappresentanza di Confindustria –  è dedicata in particolare ai giovani: vogliamo dare loro un messaggio di fiducia, spronarli a studiare sempre di più e, perché no, diventare imprenditori.  L’inaugurazione di questa struttura, simbolo di rinascita, coincide anche con la ripresa dell’economia”-

“L’iniziativa dimostra anche il valore della rappresentanza –  ha dichiarato Massimo Zanirato, in rappresentanza di CGIL, CISL, UIL –  in quanto è grazie all’impegno delle organizzazioni datoriali e sindacali che è stato possibile raccogliere tante risorse a livello nazionale”.

I lavori di progettazione sono stati affidati ad un professionista di chiara fama, l’architetto Mario Cucinella e il suo Studio Mario Cucinella Architects. Per realizzare il progetto e verificare le aspettative delle comunità sono stati selezionati sei giovani architetti e ingegneri under 35, residenti nelle aree del sisma, che sono stati protagonisti del Workshop Costruire per ricostruire.

“Nel dramma di queste terre e di quelle del Centro Italia, colpite dagli eventi sismici –  ha affermato Mario Cucinella  –  noi architetti dobbiamo a queste comunità tutto il nostro sforzo creativo. L’esempio della ricostruzione dell’Emilia-Romagna dimostra come la forza di una collettività si sia rappresentata con l’architettura di nuove scuole e nuove opere al servizio dei cittadini. Non solo com’era dov’era, ma soprattutto come sarà. Dobbiamo immaginare che da questa grande sofferenza Ri-costruiremo meglio, con più attenzione, senza compromessi su sicurezza sismica e sicurezza ambientale. L’architettura di qualità promuove valori importanti come la bellezza, il design, l’ecologia, la qualità ambientale, l’innovazione, la sostenibilità e contribuisce a dare valore al territorio creando una nuova empatia con il paesaggio. La bellezza è contagiosa!”

I criteri nell’affidamento dei lavori sono stati sicurezza, rigore e massima trasparenza.  Le  imprese sono state  individuate in base a  requisiti tra i quali l’iscrizione nella white list  prevista dal  Protocollo di legalità sottoscritto tra Istituzioni, associazioni datoriali e sindacati, una comprovata capacità costruttiva e tecnologica e la prossimità, per valorizzare il tessuto produttivo locale. I Comuni hanno messo a disposizione le aree a titolo gratuito e hanno accelerato gli iter per le necessarie autorizzazioni.

Alla cerimonia sono intervenuti, in rappresentanza delle Istituzioni, il Sindaco del Comune di Bondeno Fabio Bergamini, il Vice Presidente della Provincia di Ferrara Andrea Marchi e Luciana Serri, Presidente della Commissione Politiche economiche della Regione Emilia-Romagna.

https://www.sulpanaro.net/2017/12/un-centro-polifunzionale-dono-ai-terremotati/

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Ferrara, com’era

19 Dicembre 2017 Commenti chiusi

Un percorso affascinante che si sviluppa nell’arco temporale tra il 1900 e il 1945, toccando tutto il centro storico di Ferrara e non solo.

  • 21 dicembre 2017

  • Sala Estense – Piazza Municipale, 14 – Ferrara
  • Programma:
    Video-proiezione  organizzata dall’Associazione no profit EVART, a cura di Raffaele Lucci e ideata dallo stesso curatore e autore, sfogliando il libro di Alberto Cavallaroni Ferrara nelle cartoline illustrate (1859-1945). All’iniziativa interverrà il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Massimo Maisto, mentre il filmato sarà introdotto da Francesco Scafuri, responsabile dell’Ufficio Ricerche Storiche del Comune di Ferrara, che dialogherà con Raffaele Lucci. Parteciperà anche Alberto Cavallaroni, noto collezionista ferrarese.
    L’iniziativa, ricca di immagini particolarmente suggestive, vuole essere un omaggio alla nostra bellissima città, un ricordo puntuale e per nulla malinconico di come si è sviluppata: la voce fuori campo, congiuntamente alla musica di sottofondo (di Astor Piazzolla e Salvatore Gebbia), accompagneranno il pubblico alla scoperta dei palazzi e delle strade di Ferrara, con uno sguardo al paesaggio architettonico, alla viabilità e alla moda degli inizi del ‘900, ponendo l’attenzione su ciò che è cambiato nel tempo.
  • Orari: ore 21.00
  • Ingresso: gratuito
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Piene Secchia e Panaro

12 Dicembre 2017 1 commento

Arriva la piena di Secchia e Panaro e da mezzogiorno di oggi, fino almeno alla mezzanotte del 14 dicembre, la nostra provincia è in allerta rossa per il rischio piene. Questo significa, per chi vive a ridosso dei fiumi, che è bene stare a casa, possibilmente ai piani alti, evitando di soffermarsi nelle cantine. Se ci sarà da evacuare le abitazioni, passerà la Protezione Civile o le foniche del Comune a dare la notizia, ma per il momento è una eventualità NON prevista.
Per tutti: evitare di andare in giro se non necessario, specie dalle parti dei fiumi. Da stamattina raggiungere Modena con i ponti chiusi è impresa, c’è addirittura chi non è arrivato al lavoro e dopo due ore imbottigliato nel traffico se n’è tornato a casa. Ora sono state chiuse anche le uscite della tangenziale numero 11 e 12 in direzione Carpi e la situazione rimane complicata almeno fino a domani.

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

Il punto della situazione alle ore 14 vede il Panaro ad altezza 10,7 metri a Navicello, 10.04 a Bomporto, 9,41 a Camposanto,15,9 metri a Finale Emilia. Ha superato il livello di attenzione rosso, ma l’ottimo lavoro che stanno svolgendo le sue casse di espansione lascia spazio a meno preoccupazione di quella riservata al Secchia. Comunque, anche sul Panaro stanno via via chiudendo i ponti in via precauzionale. Fino ad ora chiusi due ponti piccoli a Finale e Modena, per quelli più importante si valuterà da farsi nel pomeriggio.

Le rilevazioni mostrano il Secchia a 10,60 metri a Ponte Alto, 10,78 metri a ponte Bacchello, 8,6 metri a ponte Pioppa, 8,8 a Ponte Motta, 7,08 metri a Concordia.Transitando a Ponte Alto la piena ha provocato alcune criticità in zona Campogalliano, San Pancrazio, Villanova e Lesignana. Attendiamo transito nella nostra zona nel pomeriggio. Poco fa, a Campogalliano, si sono registrati diversi problemi tanto che i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire per salvare cinque persone.

Per quanto riguarda la Bassa, quella del Secchia sarà la piena più grossa degli ultimi anni. Secondo le previsioni la piena del Secchia arriva a Bomporto e Bastiglia per le ore 14-15. Non andrà via molto presto, perdurerà, secondo le previsioni, tra le 20 e le 24 ore e questo può provocare problemi alla tenuta degli argini che per diverse ore saranno sotto stress. Verificheremo presto, insomma, se i lavori fatti dopo l’alluvione del 2014 saranno stati utili.

https://www.sulpanaro.net/2017/12/arriva-la-maxi-piena-secchia-panaro-punto-ore-14/

 

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Nascere a Cento

7 Dicembre 2017 Commenti chiusi

Un Bollino Rosa all’Ospedale SS. Annunziata di Cento

Onda, Osservatorio  sulla salute della donna, premia gli ospedali “in rosa”

I Bollini Rosa sono conferiti a ospedali impegnati nella promozione della medicina di genere e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura    delle principali malattie femminili.

In 10 anni sono passati da 44 a 306 gli istituti che si sono guadagnati il prestigioso riconoscimento e sono ormai diffusi su tutto il territorio nazionale.

Da Lunedì 8 gennaio 2018 le schede con informazioni sui servizi degli ospedali premiati sono disponibili su www.bollinirosa.it

 

Ferrara, 6 dicembre 2017.  L’Ospedale di Cento ha ricevuto da ONDA Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, 1 Bollino Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per il biennio 2018-2019. I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Onda attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

La cerimonia di premiazione si è svolta  a Roma, al Ministero della Salute alla presenza del dott. Claudio Vagnini, direttore generale della AUSL di Ferrara e dott.ssa Nicoletta Natalini Direttrice del Distretto Ovest di Ferrara, territorio su cui insiste l’Ospedale di Cento.

L’Azienda ha ricevuto una medaglia celebrativa dei 10 anni di Bollini Rosa e la targa con il bollino rosa che proprio oggi è stata apposta all’ingresso del SS. Annunziata.

Sono molto contento ed orgoglioso che anche un Ospedale dell’azienda sanitaria territoriale come quello di Cento, sia stato valutato e giudicato portatore di elementi qualitativi di particolare rilevanza e attento alla medicina di genere”, commenta il Dott. Vagnini.

La direttrice del Distretto Nicoletta Natalini ricorda come “il primo Bollino Rosa dell’Ospedale di Cento rappresenti  contemporaneamente un traguardo ma anche un nuovo punto di partenza. Traguardo perché testimonia che già è stato realizzato qualcosa di lodevole, sia dal punto di vista dei percorsi che dell’attenzione alla salute della donna; nuovo punto di partenza perché il bollino deve essere mantenuto e per far questo occorre continuare a prestare tanta attenzione ai servizi offerti. E dal momento che l’appetito vien mangiando… vorremmo adoperarci per istituire nuovi servizi che ci permettano di provare a far crescere questo bollino solitario e tendere ai 3, tenendo presente anche i temi cari a ONDA, come ad es. la geriatria al femminile o la pet therapy in ospedale, da momento che questo è un progetto che già viene svolto all’interno di molte CRA del territorio”.

Soddisfazione, infine, anche dal Sindaco di Cento Fabrizio Toselli “perché ancora una volta il nostro ospedale dimostra di essere un punto di riferimento per la popolazione, un’eccellenza e una realtà strategica, che, insieme all’impegno dell’AUSL, noi tutti puntiamo a tutelare e valorizzare”.

A Cento, la vicinanza logistica e funzionale dell’Ospedale con i servizi territoriali, agevola la  realizzazione di percorsi “ospedale-territorio” che quest’anno ONDA ha ritenuto degni di riconoscimento e valorizzazione.

L’Azienda sanitaria sta prestando particolare attenzione alla qualificazione e valorizzazione del percorso ostetrico-gincologico, al fine di facilitare i percorsi di presa in carico delle donne gravide, dal momento della prima visita dopo il test di gravidanza, ai controlli previsti per tutta la durata della gestazione, al parto e post-partum. In questo percorso sono parte attiva ostetriche e ginecologi del consultorio familiare e del reparto ospedaliero.

Per agevolare ulteriormente le donne e gli operatori nei prossimi mesi verrà attuata anche una riorganizzazione degli spazi con lo scopo di realizzare un’ala intera dell’ospedale con la funzione materno-infantile e con la coabitazione di tutte le figure professionali coinvolte, senza distinzione del servizio di appartenenza (ospedale-territorio). Anche il reparto di degenza ostetrica è oggetto di una progettazione riqualificante.

“Nascere a Cento” è d’interesse per la popolazione non solo residente nei Comuni del distretto Ovest, ma anche per tutte le donne ferraresi e dei comuni limitrofi della provincia di Bologna e di Modena che trovano a Cento un ambiente accogliente, familiare, molto competente e qualificato  per la nascita dei bambini di gravidanze decorse senza problemi.

Analogamente, è così organizzata, anche la diabetologia, specialità massimamente integrata con il territorio nella gestione integrata dei pazienti diabetici e di riferimento per il consultorio e l’ospedale per le donne gravide con alterazione glucidica/diabete gestazionale.

La cardiologia dell’Ospedale di Cento, infine, è molto attenta alla medicina di genere, anche se non formalizzata come area specialistica dedicata alla popolazione femminile, e prevede percorsi integrati tra cardiologia e territorio per la prosecuzione della presa in carico dei pazienti tra specialisti e medici di medicina generale.

Un’attenzione confermata, anche, dal recente un incontro pubblico sul tema dei sintomi dell’infarto nell’uomo e nella donna.

I servizi offerti e le testimonianze delle donne italiane e straniere che già li utilizzano sono state documentate e, a breve, saranno trasmesse in una trasmissione televisiva sull’emittente Telestense.

 

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Centro specialistico per vaccinazioni

4 Dicembre 2017 Commenti chiusi

Bambini e ragazzi fino a 16 anni, affetti da patologie rare, con allergie o con problematiche particolari. E che, quindi, hanno bisogno di un approfondimento preliminare, per verificare se tali patologie preesistenti siano compatibili con la vaccinazione.

È per gestire casi complessi in tema di vaccini e garantire la massima sicurezza che la Regione Emilia-Romagna  – come rende noto un comunicato di viale Aldo Moro – ha voluto istituire un servizio ambulatoriale altamente specialistico, a valenza regionale. Sorgerà a breve a Bologna, al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, all’interno dell’Unità Operativa di Malattie Infettive attualmente diretta dal professor Pierluigi Viale, e ci lavorerà un team di professionisti con alta specializzazione multidisciplinare che potrà confrontarsi con medici internazionali.

Non un Centro di ascolto con un’interazione diretta con i cittadini, ma un punto di riferimento sicuro e autorevole per pediatri e medici che intercettano determinate problematiche – come ad esempio i casi di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni obbligatorie in patologie complesse o rare – e che potranno inviare questi pazienti nell’ambulatorio, così da organizzare un percorso condiviso per decidere la fattibilità della vaccinazione, o l’opportunità di posticiparla. La struttura, quindi, non è ad accesso diretto, ma ‘mediato’ da medico o pediatra di base.

A deciderne l’istituzione è stata la Giunta regionale, che ha definito con una specifica delibera le caratteristiche e le modalità operative del nuovo centro ambulatoriale, ad accesso gratuito e senza oneri a carico del cittadino.

“Si tratta di una delle prime esperienze in Italia- spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Dopo aver fatto da apripista a livello nazionale con la legge sull’obbligatorietà dei vaccini, ora facciamo un ulteriore passo avanti mettendo in campo la competenza consolidata degli specialisti che lavorano nelle nostre strutture. Vogliamo dotare la Regione di un Centro di indiscussa autorevolezza scientifica, che possa rispondere a dubbi e paure concrete dei genitori, ascoltarli e decidere attraverso l’esperienza dei professionisti il migliore percorso per il bambino. L’obiettivo è quello di garantire la massima sicurezza delle vaccinazioni e, al tempo stesso, assicurare ai genitori la dovuta tranquillità. La legge che istituisce l’obbligatorietà vaccinale per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni- prosegue Venturi- affida al solo pediatra/medico di base il compito di valutare se è opportuno che un bambino, per tutta una serie di problematiche preesistenti, vada esonerato oppure no. Questo Centro sarà un punto di riferimento per tutta la nostra regione, deputato proprio a eliminare i dubbi e a risolvere le problematiche più complesse. Il professor Viale- conclude l’assessore- si è dato disponibile: la struttura da lui diretta detiene competenze interne, oltre ad avere collegamenti con altri specialisti e network scientifici nazionali e internazionali, ed è quindi idonea ad accogliere il nuovo servizio”.

Il servizio sarà parte di una rete, a valenza regionale, in cui il pediatra di libera scelta (o il medico di medicina generale), che rappresenta il primo riferimento, insieme ai servizi dell’Azienda sanitaria competente a livello territoriale, potrà avvalersi, qualora se ne valuti la necessità, di specialisti in base alla problematica riscontrata. Saranno loro i responsabili delle risposte e delle indicazioni fornite, e dell’eventuale inoculazione delle vaccinazioni all’interno del Policlinico, in un contesto estremamente sicuro e protetto.

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Terre Estensi

1 Dicembre 2017 Commenti chiusi

Capire il passato, per interpretare il futuro. Molte volte, questo adagio ha assillato gli storici e conferito un impegno nuovo nei confronti delle nuove generazioni. Mai come in questi ultimi anni, tuttavia, la storia locale ha riservato importanti “sorprese”, al punto da portare anche a ripensare in tal senso parte delle attività extracurricolari degli istituti scolastici. Potrebbe essere un’iniziativa da prendere in considerazione, secondo il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini. E non a caso, questa arriva anche a pochi giorni dall’approvazione all’unanimità di una mozione in Consiglio comunale, che invita ad avviare con il mondo della scuola nuove sinergie e collaborazioni per portare, forse in prospettiva, anche ad un rinnovo della didattica. Durante l’incontro di domenica 19, del ciclo promosso dalla neonata associazione “Bondeno e Identità”, il sindaco Bergamini ha rilanciato il tema della storia locale, durante un suo intervento alla sala 2000.  «L’incontro era centrato sulle vicende e i luoghi del quindicesimo secolo, perché in quel periodo la storia degli Estense ha segnato profondamente i nostri territori e anche la storia d’Europa – spiega Bergamini –. Tuttavia, non possiamo dimenticare le vicende di Matilde di Canossa: in occasione del 970° anniversario della sua nascita, è stato istituito a Bondeno un albo, in cui vengono registrate tutte le persone che portano il suo nome, ancora oggi. Perché si tratta di una figura carismatica, che ha caratterizzato la sua epoca. Ma la storia di Bondeno è molto altro ancora». Ci sono gli studi in corso sul villaggio Terramaricolo di Pilastri, che sta svelando importanti informazioni, su traffici commerciali, struttura socioeconomica di un popolo tutt’altro che primitivo e abitudini alimentari. Lo studio attualmente coordinato dal professor Vidale dell’Università di Padova ha messo in relazione come nel periodo fossero presenti villaggi costruiti ad una certa distanza, con sfruttamento agricolo pianificato, reti di canali e traffici commerciali importanti, dimostrati da alcuni reperti. «Gli scavi della Terramara, quindi, hanno portato alla luce anche numerosi ritrovamenti romani, che potrebbero essere in futuro oggetto di una più organica mappatura», si augura il sindaco. Esiste, infine, una parte di storia riaffiorata di recente: dal “castello”, alla figura dell’astronomo gesuita Riccioli, fino alla ricorrenza appena conclusa del 500° anniversario della prima stampa dell’Orlando Furioso. «Le scuole sono già coinvolte in molte attività, anche sugli scavi della Terramara: potrebbe essere l’inizio per una autentica valorizzazione – conclude Bergamini – della storia e della tradizione locale, all’interno dei nostri istituti, portando ai ragazzi i risultati delle ricerche in corso sul nostro territorio».

http://www.comune.bondeno.fe.it/1918-bondeno-e-identita-per-il-nostro-territorio

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Storie ferraresi

28 Novembre 2017 Commenti chiusi

Situazioni d’arte – Artisti ferraresi tra Ottocento e Novecento

Una mostra d’arte gratuita per mettere a disposizione di cittadini e visitatori opere del patrimonio pubblico e privato che raccontano la storia artistica e culturale del nostro territorio.

      • Fino al 17 dicembre 2017

      • Palazzo Sacrati Muzzarelli Crema, Via Cairoli 13 – Ferrara
      • Programma:

        LE SEZIONI DELLA MOSTRA

        1) Condizioni e luoghi della vita quotidiana tra Ottocento e Novecento (A. Ferraguti e A. Pisa)
        2) Le visioni inquiete del mito tra Ottocento e Novecento (G. B. Crema)
        3) Il Novecento tra modernità e modelli dell’antico (A. Funi)
        4) Il colore dell’esistenza nella parabola novecentesca (R. Melli)
        5) Trasformazioni del paesaggio tra città e campagna (F. de Pisis, G. B. Crema A. Funi, R. Melli)
      • Orari: Giovedì e venerdì, ore 15-19; sabato, domenica e festivi, ore 10-19.
      • Ingresso: gratuito.

Leopoldo Cicognara

Un intellettuale ferrarese tra l’Età napoleonica e la Restaurazione

  • Dal 18 novembre 2017

  • Ferrara – Sala Ariosto, Biblioteca Ariostea, via delle Scienze 17
  • Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00; sabato dalle 9.00 alle 13.00.
  • Ingresso: libero

Contatti

Biblioteca Comunale Ariostea – Sala Agnelli – Via Scienze 17 – Ferrara

tel. 0532 418212

Nonviolenza in azione: storie ferraresi

L’esposizione fa parte di un ciclo di iniziative, che si svilupperà particolarmente nel prossimo anno, volto a ricordare due concittadini, Silvano Balboni e Pietro Pinna, che hanno impegnato la loro vita contro la guerra e per la nonviolenza.

  • Fino al 28 novembre 2017

  • Salone d’Onore – Palazzo Municipale – Piazza del Municipio 2
  • Orari: dal lunedì al venerdì: dalle 9.00 alle 18.00

  • Ingresso: gratuito

Conferenze e Convegni martedì 28 novembre 2017 ore 16

presso Biblioteca Ariostea

      Omaggio a Nereo Alfieri

Conferenza dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Nella ricorrenza del XX anniversario della scomparsa del prof. Nereo Alfieri, professore emerito dell’Università di Bologna, insigne topografo e archeologo, che tanto ha operato a Ferrara nel trentennio 1950-1980 del secolo scorso, portando alla ribalta internazionale i risultati degli scavi nella necropoli e nella città etrusca di Spina, la “Rivista di Topografia Antica” ha voluto dedicare all’illustre Maestro il XXV volume, che verrà presentato a Ferrara in questa occasione.
Ne parleranno: Stella Patitucci, dell’Università di Cassino, che rievocherà l’attività scientifica del Maestro e illustrerà il contributo specifico alla conoscenza di Spina e dell’antico Delta Padano; Pier Luigi Dall’Aglio, dell’Università di Bologna, che tratterà delle altre ricerche archeologiche e topografiche sia in Italia che all’estero; Giovanni Uggeri, dell’Università di Roma “La Sapienza”, che presenterà la “Rivista di Topografia Antica” e passerà in rassegna gli altri contributi topografici.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

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Mutina Splendidissima

24 Novembre 2017 Commenti chiusi

 

Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità 

25 novembre 2017 – 8 aprile 2018
inaugurazione 25 novembre ore 18.00

Foro Boario, Modena

 

Inaugura il 25 novembre 2017 alle 18.00 al Foro Boario di Modena la mostra Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità a cura di Musei Civici di ModenaSoprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Regione Emilia Romagna. L’evento espositivo si svolge nell’ambito del programma omonimo Mutina Splendidissima, dedicato alle celebrazioni dei 2200 anni dalla fondazione della città di Modena.

Definita da Cicerone firmissima et splendidissima, una delle più importanti colonie romane dell’Italia settentrionale, Mutina si trova al di sotto delle strade del centro storico, custodita dai depositi delle alluvioni che si verificarono in epoca tardoantica.

Le celebrazioni del 2017 intendono rendere percepibile questa realtà sepolta attraverso una serie di iniziative che culminano nella grande mostra Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità che ne racconta attraverso nuove scoperte le origini, lo sviluppo ed il lascito che essa ha trasmesso alla città moderna. Un racconto, con un linguaggio accessibile a tutti, fondato su dati archeologici e storici esaminati con uno sguardo pluridisciplinare grazie alle collaborazioni di studiosi di diversi ambiti scientifici.

 

In mostra i reperti e le opere d’arte, accostati a preziose testimonianze provenienti da numerosi musei italiani, affiancano le ricostruzioni virtuali dei principali monumenti di Mutina (le mura, il foro, l’anfitetaro, le terme, una domus) realizzate a cura di Altair4 Multimedia e coinvolgenti videoracconti che fanno da contrappunto alla descrizione delle città dal periodo precedente la sua fondazione, avvenuta nel 183 a.C., alla decadenza verificatasi nella tarda età imperiale. Molte le novità che si presentano per la prima volta al pubblico, tra cui le decorazioni parietali con scene figurate tracciate con pigmenti pregiati e stucchi a rilievo, equiparabili per qualità a quelli provenienti da Pompei, esposte a fianco di elementi di arredo di elevato pregio artistico.
Uno spazio significativo è dedicato alle testimonianze delle produzioni di eccellenza che le fonti attribuiscono a Modena: lucerne e laterizi, vino e quelle lane che erano tra le più pregiate e ricercate dell’impero, tanto da essere ricordate ancora nell’Editto dei prezzi, nel III secolo d.C.

Un’intera sezione è dedicata ai profili dei Mutinenses, dai primi coloni ai cittadini emigrati in altre regioni dell’impero, svelati coniugando dati epigrafici e storici che consentono di ricostruire il profilo sociale multiforme e variegato della città.

 

Dati geologici, archeobotanici e archeozoologici, presentati attraverso un linguaggio comprensibile al vasto pubblico, permettono di conoscere l’assetto ambientale di 2200 anni fa; alluvioni e terremoti, che hanno profondamente mutato il paesaggio antico, soprattutto in coincidenza con la fine dell’impero romano e le invasioni barbariche, sono ora interpretati anche alla luce dei recenti fenomeni naturali che hanno profondamente colpito il territorio modenese e la pianura padana.

 

La sezione dedicata al periodo tardo-antico e all’alto-medioevo affronta in modo problematico il tema della continuità della città antica e costituisce la cerniera tra le due parti di una mostra che affronta con coraggio e spirito innovativo la sfida della continuità tra dimensione archeologica e dimensione storico-artistica.

 

Il tema dell’eredità viene sviluppato nella seconda parte dell’esposizione evidenziando alcuni momenti particolarmente significativi, attraverso opere d’arte e documenti provenienti da diversi musei  e biblioteche italiane, numerosi video e due ricostruzioni virtuali dedicate alle antichità esposte intorno al Duomo nel Rinascimento e alla perduta Galleria delle antichità di Francesco II in Palazzo ducale, anch’esse curate da Altair.

La costruzione del duomo romanico a opera dell’architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo, nel quale il rapporto con l’antichità appare strettissimo, costituisce la giuntura tra la città antica e quella moderna. Il periodo rinascimentale è quello in cui più consapevole diventa il richiamo al glorioso passato romano della città, le cui vestigia sono pubblicamente esibite nei luoghi più significativi. Tra Sei e Settecento il tema si declina variamente tra passioni collezionistiche, richiamo a un’antichità esemplare e nascita della grande tradizione erudita legata al nome di Muratori, che culmina nel primo Ottocento con la creazione del Museo Lapidario Estense. La precoce nascita di una cultura scientifico sperimentale a metà Ottocento e la fondazione del Museo Civico in epoca post-unitaria determinano approcci diversi al recupero della città sepolta fino al progressivo affermarsi nel corso del Novecento di una coerente politica di tutela e valorizzazione

 

In questo percorso che collega passato e presente viene affrontata anche la dimensione del futuro attraverso il progetto “Capsule del tempo. Da Mutina al futuro”, che favorisce, attraverso la partecipazione diretta del pubblico, una riflessione sul ruolo imprescindibile della memoria nella costruzione della storia collettiva e delle storie individuali.  Alla time capsule modenese, costituita da un grande contenitore in materiale trasparente collocato nella sede espositiva, visitatori e scolaresche potranno affidare oggetti, testi scritti, fotografie, articoli di giornale rappresentativi della contemporaneità e destinati a essere svelati in un momento del futuro che a sua volta rappresenterà una ricorrenza importante per la città: il 2099, 1000 anni dopo la posa della prima pietra del Duomo. Collaborano all’iniziativa le biblioteche e i punti di lettura del Comune di Modena, che tra novembre e aprile organizzeranno sul tema delle capsule una serie di laboratori, proiezioni, letture e incontri con l’autore. Si comincia il 26 novembre con una conferenza del divulgatore scientifico Paolo Attivissimo, che affronterà il complesso tema della conservazione dei dati digitali (foto, audio, video, documenti) offrendo esempi e consigli per evitare che chi verrà dopo di noi riceva in eredità solo un’illeggibile catasta di bit.

 

Alla mostra Mutina Splendidissima allestita negli spazi del Foro Boario si collegano le iniziative curate dalle Gallerie Estensi. Presso la Biblioteca Estense apre il 26 novembre in Sala Campori la mostra Umanisti e bibliotecari. Il fascino dell’antico nelle raccolte ducali che esplora il contributo che generazioni di umanisti, antiquari e bibliotecari hanno portato allo studio della cultura classica. Il percorso espositivo si snoda nei secoli seguendo le acquisizioni dei bibliotecari di casa d’Este che per secoli hanno accresciuto il patrimonio librario della Biblioteca Ducale dimostrando un interesse mai estinto per la cultura del mondo antico.

Contestualmente sarà disponibile la nuova APP di guida al Museo Lapidario Estense che attraverso un percorso narrato conduce i visitatori a scoprire la storia di questa importante collezione, presentando i personaggi di maggior spicco e i monumenti più importanti per la storia di antica di Modena.

 

L’esposizione Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità si inserisce nel più ampio progetto 2200 anni lungo la Via Emilia, promosso dai Comuni di Modena, Reggio Emilia e Parma, dalle Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle sedi di Bologna e Parma, dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’Emilia-Romagna e dalla Regione Emilia-Romagna.

 

Informazioni
Musei Civici di Modena

Largo porta Sant’Agostino 337

musei.civici@comune.modena.it
tel. 059 2033122, fax 0592033110

www.museicivici.modena.it

www.mutinasplendidissima.it

www.2200anniemilia.it

 

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Musicanti

23 Novembre 2017 Commenti chiusi

25 novembre 2017   dalle 10 alle 19

Palazzo Paradiso, Via delle Scienze 17 -  Ferrara
Musicanti!

L’evento nasce a seguito della recente acquisizione da parte dell’Archivio Storico Comunale di un consistente nucleo di documentazione d’interesse storico-musicale: l’Associazione MusiJam (emanazione della disciolta Banda cittadina “F. Musi”) e la Filarmonica G. Verdi di Cona, vi hanno infatti trasferito la parte più antica dei rispettivi archivi musicali. Circa 40 metri lineari di antichi faldoni sono così approdati nell’Archivio di via Giuoco del pallone, per costituirvi uno speciale Fondo dedicato alla Musica di Ferrara tra Otto e Novecento. I faldoni contengono gli spartiti musicali scritti per i complessi bandistici cittadini che, nell’arco di due secoli, hanno divulgato in città il grande repertorio artistico italiano ed europeo. Gli autori, infatti, presenti in archivio, sono quelli dei grandi operisti italiani (Verdi, Rossini, Bellini, Donizetti, Puccini, Mascagni etc. ), di musicisti francesi (Bizet, Gounod, Massenet etc.) e austro-tedeschi (Mozart, Beethoven, Strauss, Meyerbeer, Wagner etc.), proposti nelle trascrizioni dei Direttori che, di tempo in tempo, guidarono le Bande cittadine: Benone, Finotti, Giori, Mariani, Vaccari, per non dire di Pellegrino Neri e di Francesco Musi. La documentazione è alla base di un progetto di conservazione e di valorizzazione delle fonti musicali antiche di Ferrara che trova dunque nell’Archivio Storico Comunale un importante punto di riferimento dedicato alla Musica dell’Otto-Novecento. 

- Programma -

Ore 10 Saluti e apertura lavori
Massimo Maisto, Vicesindaco e Assessore alle Istituzioni culturali del Comune di Ferrara
Marcella Zappaterra, Consigliere della Regione Emilia-Romagna
Francesco Colaiacovo, Presidente del Conservatorio Statale di Musica “G.Frescobaldi”, Ferrara

Sessione mattutina
La banda, funzione civile e patrimonio culturale
Presiede Loretta Vancini, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia-Romagna
Ore 10.30 Il progetto d’un Archivio ferrarese della musica: recupero, gestione e valorizzazione delle fonti musicali per banda.
Enrico Spinelli, Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara
Ore 11 Bande musicali e “bande da ballo” in Emilia e nel Ferrarese tra Otto e Novecento
Gian Paolo Borghi, storico ed etnomusicologo
Ore 11.30 Le bande “rurali” nel ferrarese dalla metà dell’Ottocento ad oggi: strutture, organici, repertori
Mario Gessi, musicista, già docente al Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi”, Ferrara
Ore 12 Polvere e musica: storia e pratiche di recupero e riordino del fondo musicale della Banda cittadina di Carpi.
Eleonora Zanasi, Archivio Storico Comunale di Carpi.
Ore 12.30 Trasferimento presso l’Archivio Storico Comunale per la visita guidata alla Mostra “Trombe, tromboni e…grancassa. Le bande musicali, civili e militari nella documentazione dell’Archivio Storico Comunale”. Allestimento e catalogo a cura di Enrico Trevisani, Archivio Storico Comunale di Ferrara
Ore 13.30 Sospensione lavori

Ore 15.15 Ripresa lavori

Sessione pomeridiana
Archivi e fondi musicali bandistici, esperienze a confronto
Presiede Brunella Argelli, IBC – Regione Emilia-Romagna
Ore 15.15 Il Fondo della Banda musicale di Venezia alla Biblioteca Civica di Mestre
Barbara Vanin, Biblioteca Civica di Mestre
Ore 15.45 Il Fondo Ceccherini alla Fondazione Ugo e Olga Levi di Venezia
Pasquale Spinelli, Fondazione Ugo e Olga Levi, Venezia
Ore 16.15 “La Banda”: rileggere criticamente la lezione di Alessandro Vessella
Igino Conforzi, musicista, docente del Conservatorio di Musica “Giovan Battista Martini”, Bologna
Ore 16.45 La banda musicale: ritualità popolari e immaginario mediatico fra Novecento e contemporaneità
Roberto Roda, etnografo, Centro Etnografico Ferrarese con Emiliano Rinaldi, studioso di cultura mass-mediatica
Ore 17.15 Suonare nella banda per studiare le feste popolari. Un’occasione di partecipante osservazione. Una testimonianza di Elettra Irene Borchi, antropologa
Ore 17.25 “Viva la banda”, lettura di una testimonianza inedita del musicista Paolo Fresu
Mirna Bonazza, Archivio Storico Comunale, Ferrara
Ore 17.40 Dibattito
Ore 18 Esibizione della Filarmonica “G. Verdi” di Cona

La giornata di studi “Musicanti! le bande marciano in archivio“ è stata promossa e organizzata da Comune di Ferrara; Assessorato alle Istituzioni e Politiche Culturali; Servizio Biblioteche e Archivi; Archivio Storico Comunale, Biblioteca Comunale Ariostea; Centro Etnografico Ferrarese

Adesioni e collaborazioni
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia-Romagna; Regione Emilia-Romagna – IBC, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna; Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento Studi Umanistici; Comune di Carpi – Archivio Storico Comunale; Comune di Venezia – Biblioteca Civica di Mestre, Conservatorio Statale di Musica “G. Frescobaldi”, Ferrara, Fondazione Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara; Fondazione Ugo e Olga Levi, Venezia; Accademia Corale Vittore Veneziani, Ferrara; Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, Ferrara; Associazione culturale “Astor Piazzolla”, Pesaro; Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia Patria; Banda Filarmonica Comunale “Ludovico Ariosto”, Ferrara, Filarmonica “G.Verdi” di Cona; Libreria Musicale Ut Orpheus, Bologna; MusiJam. Associazione culturale, Ferrara

Si ringraziano quanti, a vario titolo, hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa e in particolare: Rosi e Hugo Aisemberg, Magda Botti, Giorgio Busetto, Dario Favretti, Giuliano Gallerani, Silvana Garutti, Rosanna Lazzari, Antonello Lombardi, Marco Mangani, Corinna Mezzetti, Beatrice Morsiani, Fausto Natali, Alice Olivieri, Sauro Strozzi, Maria Cristina Turchi.

Segreteria organizzativa:
Archivio Storico Comunale tel. 0532 418246
Info: e.trevisani@edu.comune.fe.it

Programma Musicanti – Depliant scaricabile
musicanti_2017_depliant_light.pdf

A Finale E. la Lega pronta al referendum

21 Novembre 2017 1 commento

La Lega Nord si dice pronta al referendum contro il ricorso della Prefettura avanzato peranullare l’ordinanza sui profughi emessa a Finale Emilia per regolamentare l’arrivo di nuovi richiedenti asilo ponendo nuovi obblighi a chi decide di ospirali a casa propria. Lo fa sapere il partito di maggioranza in una nota a firma della capogruppo in Consiglio Angnese Zaghi.

Ecco cosa scrive la Zaghi

Il primo cittadino ha il dovere di tutelare per primo la salute e la sicurezza dei suoi cittadini mettendo in atto le volontà legalmente condivise e ribadite dagli stessi. Per questo esprimiamo come gruppo consigliare il pieno appoggio alla giunta comunale per l’ordinanza sindacale sul tema “accoglienza” .
Giovedì è stato recapitato al nostro Sindaco Sandro Palazzi, un ricorso al TAR dell’Emilia Romagna da parte della Prefettura di Modena e del Ministero dell’Interno contro l’ordinanza approvata dal Comune di Finale Emilia, che stabiliva alcuni obblighi per i cittadini che rendevano disponibili i propri immobili per l’accoglienza di ulteriori quote di immigrati irregolari.

Questi adempimenti comprendevano la comunicazione preventiva al Comune della partecipazione a bandi riguardanti l’accoglienza degli stessi, dei relativi accordi e/o contratti stipulati, una relazione quindicinale sull’organizzazione delle strutture. Inoltre l’ordinanza evidenziava le ovvie ricadute che un ulteriore aumento di immigrati avrebbe sul territorio comunale in materia di igiene, sanità, ordine pubblico, ecc.

Aumento di immigrati su cui il governo aveva preso l’impegno, poi rinnegato, di evitarne l’invio in zone che ancora oggi soffrono delle gravi conseguenze dovute al sisma del 2012. Questi ricorsi da parte delle prefetture su mandato del ministero degli interni, stanno avvenendo in tutti i comuni che hanno adottato ordinanze come questa o simili, evidenziando un ordine di scuderia partito dal governo contro l’uso di uno strumento democratico e legittimo che poteva meglio controllare e regolamentare l’ulteriore diffusione di immigrati sul territorio.

Perché tutto questo? Semplicemente perché il business dell’accoglienza deve riempire le tasche delle coop, rosse o bianche che siano,  favorire l’immigrazione in massa e clandestina di soggetti che, per dati ufficiali dello stesso ministero dell’Interno sono in parte criminali (vedi l’attuale flusso dalla Tunisia con lo svuotamento delle carceri), in parte destinati a diventarlo vista la mancanza di posti nel mondo del lavoro, in parte destinati allo sfruttamento portando ad un abbassamento del costo del lavoro o ad una vita assistenziale che costa soldi ai nostri contribuenti.

È stata definita, dai più maligni, “ordinanza anti profughi” ma di anti non c’era un bel niente, tanto è vero che i 5 ospiti, attualmente alloggiati nel Comune, in località Massa Finalese, sono arrivati e lì stanno soggiornando a spese dei finalesi. Assurdo ciò che ci viene contestato e profondamente sbagliata l’imposizione dell’obbligo di accoglienza con ogni mezzo, ancora di più in un comune terremotato con un organico ridotto all’osso, serie difficoltà economiche dovute alle precedenti amministrazioni e posto in un contesto locale e nazionale di profonda crisi economica e sociale. Il tutto proprio qui dove poco meno di due mesi fa ad opera di immigrati, per giunta di seconda generazione ed “integrati”, veniva assassinata una anziana signora per pochi euro. Dove i furti, le intrusioni e gli atti di vandalismo sono ormai all’ordine del giorno. Ma qui basta chiedere un po’ di preavviso e qualche controllo (cosa che per qualsiasi altra attività a scopo di lucro  come queste, è d’obbligo per legge) che subito si giocano la carta del razzismo,  del populismo, ecc.. Addirittura vengono definiti “generali, astratti e sproporzionati” gli obblighi della ordinanza! Ma la sovranità non era popolare? Tutto questo malgrado qualsiasi sondaggio di opinione, studio statistico o sociologico sulla popolazione italiana evidenzi che i nostri concittadini vogliono sull’immigrazione irregolare politiche esattamente opposte a quelle portate avanti da questo governo, il quarto governo non scelto direttamente dai cittadini! Il problema vero è che questi prefetti non sanno dove mettere tutti questi migranti, l’illegittimità paventata è solo una scusa. Il loro terrore è che altri comuni comincino ad alzare la testa proprio sulla scia del nostro, di quello di Bondeno e di tanti comuni lombardi, perché dopo sì che comincerebbero i guai.. per loro! Quindi? Teniamo duro e cercheremo di coordinarci con gli altri comuni per difendere il legittimo diritto delle amministrazioni locali di controllare quello che avviene sul nostro territorio per meglio difendere i nostri concittadini, i loro interessi, il loro benessere. Le uniche cose che devono starci a cuore. Non escludendo la possibilità di chiedere il loro parere sul tema tramite referendum consultivi.

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