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Post Taggati ‘bondeno’

Radio Bondeno

8 Giugno 2017 Commenti chiusi

Ormai ci stiamo dedicando al passato (forse per dimenticare il presente), così mi sono ricordato che nel 1975, dopo la liberalizzazione delle frequenze, anche a Bondeno sorse una radio libera in via Carmine e l’ho pubblicata su FB chiedendo se qualcuno se ne ricordava.

Così ho appreso che: Lo studiolo di Radio Bondeno era proprio dentro la porta verde, sotto il ponticello che si vede nella foto.
Prima della sede dell’emittente c’era un piccolo magazzino, succursale della ditta “Termobondenese”, rivendita di articoli per idraulica (poi di mobili) di proprietà del signor Giuseppe Chiodi.
Prima dell’insediamento della “Termobondenese” (alla fine degli anni sessanta) l’edificio, già convento, poi opificio e successivamnete sede dell’ex mulino “Premarini”, era completamente vuoto ed in disuso.

Marco Dondi è risalito ancora più indietro, ricordando che l’opificio in questione (caratterizzato da un’altissima ciminiera) era una fabbrica di nevole il cui titolare si chiamava Giuseppe Amodelli, e che chiuse l’attività verso le metà degli anni 10, il mulino già presente nella seconda metà dell’800 era gestito dalla famiglia Vincenzi, poi nel primo dopoguerra fu acquistato da Alicandro Fabbri di Guattarella che poi lo cedette a Premarini … il Fabbri insieme ai figli si dedicò alla fonderia e officina di via Cavallotti (F.lli Fabbri)

Infine una foto di Gabriele Gatti ritrae una festa della radio nel 1977

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Gente di Bondeno

1 Giugno 2017 Commenti chiusi

Marchetti Osvaldo, 1886

Nato a Bondeno, zona di Ospitale, completate le scuole elementari, si è fatto adulto frequentando le corti dell’azienda di Gaetano Sani, comprendente terreni e case coloniche nelle aree di Ospitale e Settepolesini ed inoltre in quelle di Burana e Pilastri, suddivise, dopo la morte del titolare, fra i figli Ivo, detto Nando e Achille. Legato alla campagna, nei cui ambito era cresciuto, ha assunto il ruolo di controllore cioè di “Caporale” e, dopo alcune stagioni, quella di “Fattore”. Il nuovo incarico l’ha impegnato in maniera quasi totale, ma il dinamico fattore, i cui figli Egizio e Bruno, completata la scuola, avevano frattanto intrapreso il lavoro di falegnami anch’essi presso l’azienda Sani, desiderava qualcosa di diverso dal lavoro dipendente ed allora, non senza fatica e coraggio, dopo aver convinto, non senza difficoltà, il fratello Nando, ha acquistato un’ampia area scoperta situata a Bondeno capoiuogo, zona sud orientale del Santissimo, in quei tempi
completamente scoperta. Si è trattato di un acquisto molto impegnativo, pagato con una montagna di cambiali, aumentate di numero dopo la stipulazione, perché liquidato il fratello Nando che ha deciso di non proseguire quell’esperienza, su quel suolo,
l’ex fattore ha costruito un ampio magazzino per il commercio all’ingrosso ed al dettaglio di legname ed una falegnameria per i figli Egizio e Bruno nella quale è stata avviata la produzione di cassette in legno con la collaborazione di quaranta operaie. Ma la nascita dello zuccherificio, seguita dalla costruzione del Palazzo Schiaffino e della numerose case che la Società Saccarifera Genovese ha eretto nelle Vie Bonati e dei Mille e nella Piazza A. Moro (in quei tempi Piazza del Popolo), la costruzione della S.A.T.P.A.A. in Via F.lli Borselli per la lavorazione del pomodoro, il completamento dei lavori della Bonifica di Burana in esecuzione delle leggi sulla “Bonifica Integrale” e dei progetti elaborati dal nuovo direttore tecnico del consorzio Ingegner Alberto Baroni, di quegli anni, hanno dato a Bondeno un impulso straordinario concretizzatosi con la costruzione di decine di case coloniche e padronali. Ciò ha fatto sì che la neonata ditta Marchetti Osvaldo benefìciasse di quel benessere tanto da dover affiancare ai figli Egizio e Bruno, altri collaboratori impiegati nel commercio e nella costruzione di attrezzi agricoli, infissi di ogni tipo ed anche di mobili. La falegnameria Marchetti, guidata dall’intraprendente fondatore è diventata il centro di vendita di legname più importante del paese ed anche il luogo di apprendimento della professione di falegname per tanti bondenesi, alcuni dei quali hanno poi avviato la stessa attività in maniera autonoma.
Superati gli anni della Seconda Guerra Mondiale, Osvaldo che da tempo si era stabilito in una casa appartenente ai F.lli Banzi situata nel rione Santissimo, ha fatto costruire per sè ed i suoi figli, in Via Pironi, una grande casa comprendente  abitazioni e negozi per la quale, manifestando il suo attaccamento al territorio, ha preteso che il modulo delle finestre fosse quello ferrarese e non quello che la moda andava allora affermando. Ma con l’arrivo del 1953, il dinamico ex fattore dei Sani che aveva raggiunto 67 anni è prematuramente scomparso, lasciando ai figli un complesso enorme, divenuto di non facile gestione in assenza di chi l’aveva realizzato e guidato.

Edmo Mori

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Conferenza di astronomia

26 Maggio 2017 Commenti chiusi
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Aprile Capuzziano

2 Aprile 2017 Commenti chiusi

È ormai alle porte “Aprile Capuzziano”, la rassegna di concerti in omaggio al celebre pittore del ‘900 Mario Capuzzo, un artista che amava in modo particolare la musica.
Il calendario del 2017 prevede 5 date, dal 2 al 23 aprile, dedicate alla musica sinfonica e organistica, presso la Sala 2000 di Bondeno, impreziosita dalle opere che la vedova del pittore ha donato alla comunità bondenese.
Si inaugurerà questa domenica alle ore 15.30, con l’orchestra Caffè Concerto Strauss diretta dal maestro Christian Pintilie. Fondato nel 1988, il Caffè Concerto Strauss è un gruppo orchestrale di solisti che propone repertori sia cameristici, sia di “intrattenimento”, attraverso esecuzioni virtuosistiche, secondo i moduli stilistici e interpretativi della tradizione mitteleuropea delle kaffe-hausen.

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Industriali di Bondeno

6 Febbraio 2017 Commenti chiusi
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Corsi di arti orientali

17 Gennaio 2017 1 commento
Categorie:Corsi Tag:

Ci risiamo

9 Novembre 2016 2 commenti

Ripresentata la richiesta di poter trivellare il terreno della Bassa terremotata, tra Mirandola, San Felice, Finale e il ferrarese. La richiesta viene trivellazioni-1dalla Exploenergy, che già deteneva il diritto di farlo in concessione e che ora ha presentato la domanda per estenderlo. Riducendo, però, l’area di possibile intervento da 646 a 435 km quadrati.

 

Ecco cosa spiega Nelson Zagni del comitato No Triv:

“Già dal 14.3.12 la Exploenergy srl di Milano, ha presentato al Ministero dello sviluppo economico, una richiesta di ricerche idrocarburi denominata Reno Centese, poi lasciata in sospeso su richiesta regionale causa terremoto. Proprio nei giorni scorsi, in vista del referendum in merito al qualese vincesse il SI toglierebbe ogni potere dicisionale alle Regioni e ai Comuni, è stata ripresentata.

A fianco (in alto a sinistra) la piantina della zona interessata  ove sono indicati questi Comuni:

trivellazioni-2Provincia di Ferrara: Bondeno, Ferrara, Vigarano Mainarda, Cento, Sant’Agostino, Mirabello, Poggio Renatico – Provincia di Modena: Mirandola, San Felice sul Panaro, Finale Emilia – Provincia di Bologna: Pieve di Cento, Galliera, San Pietro in Casale

Come No Triv subito dopo il sisma 2012 abbiamo preparato una richiesta di sospensione ad ogni trivellazione inviata alla Regione, che è stata sottoscritta dai seguenti comuni:
Bondeno, S Agostino, P.Renatico, Vigarano Mainarda, Mirabello. Unica firma mancante quella dell’ex  Sindaco di Cento Piero Lodi

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Convegno

28 Ottobre 2016 Commenti chiusi

sabato 5 novembre 2016, dalle 16 alle 18,30

La Chiesa Arcipretale di Bondeno. Storia, archeologia e restauri
convegno

Sala 2000, viale Matteotti 10 a Bondeno (FE)

La Chiesa arcipretale dedicata alla Natività di Maria Vergine è il principale edificio di culto di Bondeno. Costruita nel 1114 per donazione di Matilde di Canossa, è dotata di una coeva torre campanaria ed è stata di recente oggetto di importanti interventi di restauro conservativo.

Ai saluti del Sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, e dell’Arciprete di Bondeno, Mons. Marcello Vincenzi, seguono gli interventi di

Andrea Calanca (storico)
Introduzione storica

Mauro Librenti (Università di Venezia)
Le ricerche archeologiche

Giovanni Santarato, Samuel Bignardi, Nasser Abu Zeid (Università di Ferrara)
Le indagini geofisiche

Patrizia Polastri (architetto)
Il restauro della Torre Matildea

Mauro Sorpilli (restauratore)
Il restauro del crocifisso

Le conclusioni sono affidate a Chiara Guarnieri, archeologa della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, direttore scientifico delle indagini archeologiche

L’iniziativa è promossa da Comune di Bondeno, Associazione Bondeno Cultura, Gruppo Archeologico di Bondeno, Rotary Area Estense e Lions Club Bondeno con la partecipazione della SABAP-BO


ingresso libero
per info 320 8058191 danielebiancardiabc@gmail.com

 

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Aspetti storici delle fiere bondenesi

14 Ottobre 2016 Commenti chiusi

Per tutti i bondenesi interessati pubblico un estratto da un mio articolo, uscito nel 1993 sul volume “La piazza delle cose. Figure, oggetti e vicende del mercato di Bondeno” dal titolo: “Aspetti storici delle fiere bondenesi” con la speranza di far acquisire la consapevolezza che l’attuale fiera di ottobre affonda le sue radici nella realtà sociale ed economica della metà dell’Ottocento e che oggi non rimane che un pallido riflesso delle motivazioni che hanno spinto gli amministratori di quel tempo a dare vita a questa manifestazione.

“ Ad animare il contesto sociale ed economico della Bondeno di metà Ottocento, ed in concomitanza con il nuovo carattere mercantile assunto dalle manifestazioni folkloristiche legate allo sviluppo delle sagre paesane, è l’istituzione di una seconda fiera di animali che si protraesse per tre giorni a cominciare dal terzo martedì di settembre di ogni anno. Il carattere prevalentemente agricolo dell’economia territoriale, parte integrante del più ampio panorama nazionale, determina i connotati di momento di scambio e di integrazione sociale assunto dalla manifestazione, in sintonia con l’esigenza del Governo Pontificio di mantenere salda l’unià dei vari centri demici costituenti lo Stato, diviso com’era da barriere geografiche ( quali l’Appennino) o dalla insufficienza della rete stradale che ne impedivano l’opportunità di comunicazione.
Nella delibera del Consiglio Comunale del 2 maggio 1855, ribadendo la necessità dello scambio di merci, si viene nella decisione di proporre di attivare una seconda fiera in Bondeno. La proposta viene approvata il 5 maggio 1855 dal delegato Apostolico.
L’aprirsi e l’intensificarsi dei mercati di bestiame nel ferrarese è da mettere in relazione con il trasformarsi dei nuovi contratti agrari, dalle forme di mezzadria a quelle di boaria che imponeva la ricerca di un tiro di bestiame bovino adatto per le lavorazioni profonde e più redditizie.
Come luogo deputato all’esposizione degli animali e delle merci viene privilegiata la Piazza Castello. All’approssimarsi dell’Unità d’Italia la manifestazione si affioevolì a causa della scarsa partecipazione di pubblico ed acquirenti impegnati ancora nelle attività lavorative agricole estive.
Approfittando della richiesta di prolungamento della fiera di S.Giovanni, con Regio Decreto del 23 giugno 1861 si otteneva anche lo spostamento della nuova fiera alla terza domenica di settembre e i due giorni successivi, nel tentativo di animarne lo svolgimento e le sorti con l’espediente aggiunto di istituire dei premi.
Dal 1870 le tracce della manifestazione si perdono a causa probabilmente delle frequenti epidemie epizootiche, delle alluvioni del Po degli anni 1872 e 1879 e delle ben note vicende storico-politiche.
Un breve spiraglio sembra tuttavia aprirsi nel 1873 quando venne inaugurata, il 23 ottobre, ad un anno esatto dalla seconda rotta del Po, l’Esposizione Agricola Industriale, con l’intento di far fronte alle disastrose condizioni economiche in cui versava la popolazione a causa delle rotte, della piaga della disoccupazione e dell’emigrazione.
A seguito di una istanza presentata il 21 luglio 1894 dagli esercenti e commercianti locali, si fece richiesta di ripristinare la seconda fiera di merci e bestiami. L’amministrazione comunale accolse favorevolmente la proposta e dalle fila dei consiglieri si alzò la proposta, pronunciata da Lupi Giuseppe di riattivare la fiera autunnale per la seconda domenica di ottobre con la motivazione che in quel periodo non si sovrapponeva a fiere simili nei territori limitrofi e, soprattutto, confidando in una maggiore partecipazione dei negozianti e dei venditori di bestiame.
Il programma della domenica 14 ottobre 1894 prevedeva l’Esposizione di merci e bestiami nel prato Bova, la gara bandistica interprovinciale, il ballo popolare, la tombola ed il concerto della Società Orfeonica di Ferrara. Nell’occasione si stimò la presenza di 2000 capi di bestiame e di 20.000 persone. Tra gli anni 1915-16, in ossequio allo sforzo collettivo per la grave situazione nazionale imposta dal primo conflitto mondiale, venne svolto il solo bestiame sospendendo gli spettacoli pirotecnici o l’esibizione delle bande musicali.
Al termine della seconda guerra mondiale ( dal 1947), con l’istituzione della 1a Fiera Mercato, la manifestazione, comprendente anche il parco divertimenti, subì vari spostamenti occupando aree diverse per far fronte ad emergenze di ordine sociale ed urbanistico. Verranno via via utilizzate le aree dell’attuale piazza A. Moro, Piazza Garibaldi, dal 1959 per tre anni, l’area dell’ex complesso “Ammasso Canapa” compresa tra il viale Matteotti e via Manzoni, ove furono esposte le macchine agricole che andavano man mano sostituendosi alla forza animale; la zona dell’ex fornace Calzolari, compresa tra la sponda destra del Canale di Burana e la via XX settembre; e come ultima sede di nuovo la Piazza Garibaldi in continuità con viale della Repubblica.”
Termino questa lunga, ma necessaria nota, con qualche ricordo personale filtrato dagli occhi di un bambino che rimane ancora sepolto dagli strati di vissuto che il tempo vi ha depositato intorno, invitando i bondenesi “in ascolto” ad aggiungere i propri. Ricordo la giostra con le barche che navigavano letteralmente nell’acqua in una grande vasca rotonda di legno davanti al palazzo comunale; ricordo le lunghe file di bancarelle con una infinità di giocattoli, anche se ero interessato solamente ai revolver e fucili. Mia nonna era contenta di portarmi alla fiera perché appena acquistata una pistola nel suo fodero, volevo tornare a casa subito per giocarvi. Ricordo i fischietti di zucchero di colore rosso fiammante: ci sono ancora? E le lunghe file di trattori giganteschi che mi sembrava impossibile salirvi sopra, cui si agganciavano gli aratri lucenti, simbolo di un’attività incessante? Non si vedono quasi più. Purtroppo l’impressione che ho è che in un territorio che vede affievolirsi le proprie peculiarità economiche e produttive e non riesce a sostituirle con altre, difficilmente una fiera si distingue da un semplice mercato settimanale.

Andrea Calanca

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Categorie:fiere, storia Tag:

Incontri con Olga Solmi

7 Ottobre 2016 Commenti chiusi
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