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Mutina Splendidissima

24 Novembre 2017 Commenti chiusi

 

Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità 

25 novembre 2017 – 8 aprile 2018
inaugurazione 25 novembre ore 18.00

Foro Boario, Modena

 

Inaugura il 25 novembre 2017 alle 18.00 al Foro Boario di Modena la mostra Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità a cura di Musei Civici di ModenaSoprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Regione Emilia Romagna. L’evento espositivo si svolge nell’ambito del programma omonimo Mutina Splendidissima, dedicato alle celebrazioni dei 2200 anni dalla fondazione della città di Modena.

Definita da Cicerone firmissima et splendidissima, una delle più importanti colonie romane dell’Italia settentrionale, Mutina si trova al di sotto delle strade del centro storico, custodita dai depositi delle alluvioni che si verificarono in epoca tardoantica.

Le celebrazioni del 2017 intendono rendere percepibile questa realtà sepolta attraverso una serie di iniziative che culminano nella grande mostra Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità che ne racconta attraverso nuove scoperte le origini, lo sviluppo ed il lascito che essa ha trasmesso alla città moderna. Un racconto, con un linguaggio accessibile a tutti, fondato su dati archeologici e storici esaminati con uno sguardo pluridisciplinare grazie alle collaborazioni di studiosi di diversi ambiti scientifici.

 

In mostra i reperti e le opere d’arte, accostati a preziose testimonianze provenienti da numerosi musei italiani, affiancano le ricostruzioni virtuali dei principali monumenti di Mutina (le mura, il foro, l’anfitetaro, le terme, una domus) realizzate a cura di Altair4 Multimedia e coinvolgenti videoracconti che fanno da contrappunto alla descrizione delle città dal periodo precedente la sua fondazione, avvenuta nel 183 a.C., alla decadenza verificatasi nella tarda età imperiale. Molte le novità che si presentano per la prima volta al pubblico, tra cui le decorazioni parietali con scene figurate tracciate con pigmenti pregiati e stucchi a rilievo, equiparabili per qualità a quelli provenienti da Pompei, esposte a fianco di elementi di arredo di elevato pregio artistico.
Uno spazio significativo è dedicato alle testimonianze delle produzioni di eccellenza che le fonti attribuiscono a Modena: lucerne e laterizi, vino e quelle lane che erano tra le più pregiate e ricercate dell’impero, tanto da essere ricordate ancora nell’Editto dei prezzi, nel III secolo d.C.

Un’intera sezione è dedicata ai profili dei Mutinenses, dai primi coloni ai cittadini emigrati in altre regioni dell’impero, svelati coniugando dati epigrafici e storici che consentono di ricostruire il profilo sociale multiforme e variegato della città.

 

Dati geologici, archeobotanici e archeozoologici, presentati attraverso un linguaggio comprensibile al vasto pubblico, permettono di conoscere l’assetto ambientale di 2200 anni fa; alluvioni e terremoti, che hanno profondamente mutato il paesaggio antico, soprattutto in coincidenza con la fine dell’impero romano e le invasioni barbariche, sono ora interpretati anche alla luce dei recenti fenomeni naturali che hanno profondamente colpito il territorio modenese e la pianura padana.

 

La sezione dedicata al periodo tardo-antico e all’alto-medioevo affronta in modo problematico il tema della continuità della città antica e costituisce la cerniera tra le due parti di una mostra che affronta con coraggio e spirito innovativo la sfida della continuità tra dimensione archeologica e dimensione storico-artistica.

 

Il tema dell’eredità viene sviluppato nella seconda parte dell’esposizione evidenziando alcuni momenti particolarmente significativi, attraverso opere d’arte e documenti provenienti da diversi musei  e biblioteche italiane, numerosi video e due ricostruzioni virtuali dedicate alle antichità esposte intorno al Duomo nel Rinascimento e alla perduta Galleria delle antichità di Francesco II in Palazzo ducale, anch’esse curate da Altair.

La costruzione del duomo romanico a opera dell’architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo, nel quale il rapporto con l’antichità appare strettissimo, costituisce la giuntura tra la città antica e quella moderna. Il periodo rinascimentale è quello in cui più consapevole diventa il richiamo al glorioso passato romano della città, le cui vestigia sono pubblicamente esibite nei luoghi più significativi. Tra Sei e Settecento il tema si declina variamente tra passioni collezionistiche, richiamo a un’antichità esemplare e nascita della grande tradizione erudita legata al nome di Muratori, che culmina nel primo Ottocento con la creazione del Museo Lapidario Estense. La precoce nascita di una cultura scientifico sperimentale a metà Ottocento e la fondazione del Museo Civico in epoca post-unitaria determinano approcci diversi al recupero della città sepolta fino al progressivo affermarsi nel corso del Novecento di una coerente politica di tutela e valorizzazione

 

In questo percorso che collega passato e presente viene affrontata anche la dimensione del futuro attraverso il progetto “Capsule del tempo. Da Mutina al futuro”, che favorisce, attraverso la partecipazione diretta del pubblico, una riflessione sul ruolo imprescindibile della memoria nella costruzione della storia collettiva e delle storie individuali.  Alla time capsule modenese, costituita da un grande contenitore in materiale trasparente collocato nella sede espositiva, visitatori e scolaresche potranno affidare oggetti, testi scritti, fotografie, articoli di giornale rappresentativi della contemporaneità e destinati a essere svelati in un momento del futuro che a sua volta rappresenterà una ricorrenza importante per la città: il 2099, 1000 anni dopo la posa della prima pietra del Duomo. Collaborano all’iniziativa le biblioteche e i punti di lettura del Comune di Modena, che tra novembre e aprile organizzeranno sul tema delle capsule una serie di laboratori, proiezioni, letture e incontri con l’autore. Si comincia il 26 novembre con una conferenza del divulgatore scientifico Paolo Attivissimo, che affronterà il complesso tema della conservazione dei dati digitali (foto, audio, video, documenti) offrendo esempi e consigli per evitare che chi verrà dopo di noi riceva in eredità solo un’illeggibile catasta di bit.

 

Alla mostra Mutina Splendidissima allestita negli spazi del Foro Boario si collegano le iniziative curate dalle Gallerie Estensi. Presso la Biblioteca Estense apre il 26 novembre in Sala Campori la mostra Umanisti e bibliotecari. Il fascino dell’antico nelle raccolte ducali che esplora il contributo che generazioni di umanisti, antiquari e bibliotecari hanno portato allo studio della cultura classica. Il percorso espositivo si snoda nei secoli seguendo le acquisizioni dei bibliotecari di casa d’Este che per secoli hanno accresciuto il patrimonio librario della Biblioteca Ducale dimostrando un interesse mai estinto per la cultura del mondo antico.

Contestualmente sarà disponibile la nuova APP di guida al Museo Lapidario Estense che attraverso un percorso narrato conduce i visitatori a scoprire la storia di questa importante collezione, presentando i personaggi di maggior spicco e i monumenti più importanti per la storia di antica di Modena.

 

L’esposizione Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità si inserisce nel più ampio progetto 2200 anni lungo la Via Emilia, promosso dai Comuni di Modena, Reggio Emilia e Parma, dalle Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle sedi di Bologna e Parma, dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’Emilia-Romagna e dalla Regione Emilia-Romagna.

 

Informazioni
Musei Civici di Modena

Largo porta Sant’Agostino 337

musei.civici@comune.modena.it
tel. 059 2033122, fax 0592033110

www.museicivici.modena.it

www.mutinasplendidissima.it

www.2200anniemilia.it

 

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Categorie:archeologia, mostre, storia Tag:

Archivio Leonardi

1 Ottobre 2017 Commenti chiusi
Domenica 1 ottobre, ore 11.00

Visita guidata gratuita alla mostra

Cesare Leonardi. L’Architettura della Vita
Galleria Civica di Modena

partenza dalla Palazzina dei Giardini, Corso Canalgrande – Modena

Domenica 1 ottobre alle ore 11.00, primo appuntamento con il calendario di visite guidate organizzate nell’ambito di Cesare Leonardi. L’Architettura della Vita, mostra prodotta dalla Galleria Civica di Modena e dall’Archivio Architetto Cesare Leonardi. Le visite guidate, gratuite e senza prenotazione, sono realizzate in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Modena e partiranno dalla sede della Palazzina dei Giardini per poi concludersi a Palazzo Santa Margherita.

La prima visita guidata di domenica 1 ottobre vedrà la partecipazione dei curatori della mostra Andrea Cavani e Giulio Orsini.
Le visite in programma per domenica 12 novembre, 10 dicembre e 14 gennaio saranno guidate da Damiano Bettelli, Velentina Guerzoni, Alessandra Zanni Nadini, giovani professionisti selezionati dall’Ordine degli Architetti di Modena.

Cesare Leonardi. L’Architettura della Vita è la grande retrospettiva prodotta dalla Galleria Civica di Modena e Archivio Architetto Cesare Leonardi, dedicata a una figura poliedrica e “trasversale” che nel corso di una attività durata oltre cinquant’anni si è occupata di architettura, urbanistica, fotografia, design, pittura e scultura, lavorando costantemente al confine tra progettazione e pratica artistica.
La mostra presenta al pubblico il patrimonio di opere e documenti custodito nella sua casa-studio, oggi sede dell’Archivio Leonardi, e racconta l’avventura straordinaria di una vita dedicata al progetto, a partire dalla progettazione del verde e dallo studio degli alberi (la catalogazione di oltre 300 specie arboree ridisegnate in scala 1:100 è raccolta nel volume L’Architettura degli Alberi pubblicato con Franca Stagi nel 1982 dopo venti anni di lavoro, ancora oggi uno strumento insuperato per la progettazione del verde) fino al design: gli oggetti in vetroresina, quali la Poltrona Nastro, il Dondolo (esposti nei più importanti musei del mondo, MOMA di New York, Victoria and Albert Museum di Londra, Vitra Design Museum di Wiel am Rhein), e la serie Solidi, elementi di arredo progettati a partire da un unico materiale (la tavola di legno per i casseri da calcestruzzo), fino all’attività fotografica che accompagnerà tutta la sua produzione quale strumento di indagine e documentazione, la scultura e la pittura praticate soprattutto negli ultimi anni.

mostra Cesare Leonardi. L’Architettura della Vita
a cura di Andrea Cavani e Giulio Orsini
sedi Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena; Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande, Modena
periodo 15 settembre 2017 – 4 febbraio 2018
organizzazione e produzione
Galleria Civica di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Archivio Architetto Cesare Leonardi
in collaborazione con
Biblioteca Civica d’Arte L. Poletti di Modena
Museo Civico d’Arte
Fondazione De Mitri e Sartoria Comunicazione
Ordine degli Architetti di Modena
con il patrocinio di Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Architettura
con il sostegno di Tellure Rota
media partner Bunker
video documentario Panottica
catalogo Lazy Dog Press
orari
da mercoledì a venerdì 10.30-13; 15-19
sabato, domenica e festivi 10.30-19
lunedì e martedì chiuso
orari 25 dicembre 2017 e 1 gennaio 2018 15-19
ingresso gratuito
sito internet www.mostracesareleonardi.it
ufficio stampa Pomilio Blumm
Irene Guzman tel. +39 349 1250956, email irene.guzman@comune.modena.it
informazioni
Galleria Civica di Modena, corso Canalgrande 103, 41121 Modena
tel. +39 059 2032911/2032940 – fax +39 059 2032932
www.galleriacivicadimodena.it
Museo Associato AMACI

Categorie:mostre Tag:

Alfabeta

5 Maggio 2017 Commenti chiusi
Sabato 6 maggio, alle ore 18.00:

Alfabeta. Dalle origini alla collezione della Galleria Civica di Modena
Incontro con Gino Di Maggio e Flaminio Gualdoni
nell’ambito della mostra Alfabeta 1979-1988

Galleria Civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, sale superiori
Corso Canalgrande, 103 – Modena
ingresso gratuito

Sabato 6 maggio alle ore 18.00, nell’ambito della mostra Alfabeta 1979-1988. Prove d’artista nella collezione della Galleria Civica di Modena, si terrà l’incontro con Gino Di Maggio e Flaminio Gualdoni per un approfondimento sulle origini della storica rivista di informazione culturale “Alfabeta”, sul clima e i propositi che portarono alla nascita del mensile, arrivando fino all’acquisizione delle prove d’artista all’interno della collezione della Galleria Civica.

Un’occasione importante che vede come protagonisti Gino Di Maggio, cofondatore, membro del comitato di redazione ed editore di Alfabeta e Flaminio Gualdoni, direttore dell’istituto modenese dal 1988 al 1994, che diede avvio alla Raccolta del Disegno Contemporaneo  nell’88 e che si adoperò per l’acquisizione delle Prove d’artista.

Sarà anche una delle ultime occasioni di visitare la mostra Alfabeta 1979-1988, aperta fino al giorno dopo, domenica 7 maggio.

Gino Di Maggio è collezionista, promotore e organizzatore di importanti mostre ed eventi di arte contemporanea. Avvicinandosi all’arte contemporanea giapponese negli anni Sessanta grazie all’amicizia con Allan Kaprow, diventa il principale promotore del movimento Fluxus in Italia. Editore di periodici d’arte e numerose riviste, tra cui “Alfabeta” e “Bullshit”, fonda a Milano nel 1989 la Fondazione Mudima (www.mudima.net) la prima Fondazione italiana costituita per l’arte contemporanea, con lo scopo di realizzare un programma articolato dedicato alle esperienze internazionali nel settore dell’arte visiva, della musica e della letteratura.

Flaminio Gualdoni insegna storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dal 1980. Dal 1988 al 1994 è stato direttore della Galleria Civica di Modena; successivamente dei Musei Civici di Varese e della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. È curatore di numerose mostre pubbliche di arte contemporanea e ha collaborato con diverse testate tra cui “Il Corriere della Sera”, in particolare con rubriche d’arte su “Il Giornale dell’arte”, “La Domenica del Corriere”, “Italia Oggi”, “Gente”, Rai Radio2, Rai Radio3. Dirige “FMR” tra il 2005 e il 2009, nel cui ambito fonda “La rivista bianca FMR”.
Fondatore del gruppo [epidemiC], nel 2011 realizza con Luca Lampo L’atlante dell’arte italiana (www.atlantedellarteitaliana.it). Scrive sul blog personale flaminiogualdoni.com.

La mostra
L’esposizione Alfabeta 1979-1988. Prove d’artista nella collezione della Galleria Civica di Modena (fino al 7 maggio, nelle sale superiori della Galleria Civica di Modena), realizzata anche grazie alla collaborazione di Fondazione Mudima (Milano) è dedicata alle 66 Prove d’artista realizzate da 49 autori per la storica rivista di informazione culturale “Alfabeta” tra il 1983 e il 1988.
Il nucleo di opere su carta (composto da disegni, collage, grafiche e fotografie), tra i primi ad entrare a far parte della collezione della Galleria Civica di Modena sul finire degli anni Ottanta, in seguito alla chiusura del mensile, si presenta come un prezioso e raro spaccato di quello che è stato un fenomeno culturale importante, mosso dallo spirito della neoavanguardia.
I 66 lavori acquisiti dalla Galleria Civica nel 1989, grazie al sostegno del CME Consorzio Modenese Edili ora CME Consorzio Imprenditori Edili Soc. Coop. (www.cmeconsorzio.it), fanno parte della Raccolta del disegno avviata nel 1988 da Flaminio Gualdoni, allora direttore dell’Istituto. Un patrimonio che, tra acquisizioni e comodati, conta oggi oltre 4000 fogli di autori contemporanei a testimonianza della cultura disegnativa italiana del XX secolo.
In mostra opere di: Rina Aprile, Enrico Baj, Paolo Baratella, Gianfranco Baruchello, Alighiero Boetti, Anna Valeria Borsari, Eugenio Carmi, Giovanni Carta, Tommaso Cascella, Loriana Castano, Pietro Coletta, Giovanni D’Agostino, Dadamaino, Sergio Dangelo, Piero Del Giudice, Lucio Del Pezzo, Beppe Devalle, Piero Dorazio, Gillo Dorfles, Pablo Echaurren, Omar Galliani, Piero Gilardi, Gian Paolo Guerini, Emilio Isgrò, Ugo La Pietra, Alberto Magnaghi, Luigi Malerba, Enzo Mari, Giuliano Mauri, Fausto Melotti, Alessandro Mendini, Aldo Mondino, Claudio Olivieri, Giulio Paolini, Gianfranco Pardi, Goffredo Parise, Claudio Parmiggiani, Luca Patella, Concetto Pozzati, Carlo Ramous, Liberio Reggiani, Marco Nereo Rotelli, Toti Scialoja, Loreno Sguanci, Giuseppe Spagnulo, Aldo Spoldi, Emilio Tadini, Grazia Varisco, William Xerra.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Fondazione Mudima, con testi di Mario Bertoni, Flaminio Gualdoni e Francesca Mora oltre alla riproduzione delle opere esposte in mostra.

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Categorie:arte Tag:

Galleria civica di Modena

15 Aprile 2017 1 commento

In occasione delle festività di lunedì di Pasqua del 17 aprile, di martedì 25 aprile e di lunedì 1 maggio la Galleria Civica di Modena effettuerà un’apertura straordinaria con orario continuato dalle 10.30 alle 19.30 delle mostre che attualmente occupano la sala grande e quelle superiori di Palazzo Santa Margherita e della Palazzina dei Giardini.
Lunedì 24 aprile invece entrambe le sedi osserveranno il consueto orario di chiusura.

A Palazzo Santa Margherita si potrà visitare nella Sala grande la mostra Stefano Arienti. Antipolvere, che copre 25 anni di attività di uno dei più noti e riconosciuti artisti italiani a livello internazionale, approfondendo in particolare l’originalità del suo modo di intendere la pratica del disegno e del suo approccio nei confronti di stili, tecniche e modelli.Opere su carta e su supporti inconsueti come i grandi disegni realizzati su teli da cantiere, commissionati da istituzioni pubbliche, fondazioni private – ma anche aziende come Ermenegildo Zegna e Kartell – sono testimoni di un percorso di ricerca incessante in cui le immagini sono sottoposte a infiniti processi di studio e variazione: fotocopiate, ricalcate, tracciate con forature, intessute o disegnate in oro.

 

Le Sale superiori di Palazzo Santa Margherita ospitano invece la mostra Alfabeta 1979-1988. Prove d’artista nella collezione della Galleria Civica di Modena, dedicata alle 66 Prove d’artista realizzate da 49 autori per la storica rivista di informazione culturale “Alfabeta” tra il 1983 e il 1988. Il nucleo di opere su carta (composto da disegni, collage, grafiche e fotografie), tra i primi ad entrare a far parte della collezione della Galleria Civica di Modena sul finire degli anni Ottanta, in seguito alla chiusura del mensile, si presenta come un prezioso e raro spaccato di quello che è stato un fenomeno culturale importante, mosso dallo spirito della neoavanguardia.

 

Alla Palazzina dei Giardini è allestita la mostra personale L’immagine in movimento di Gianluigi Toccafondo. Nelle cinque sale dell’antico edificio estense saranno allestite circa 1000 opere che ripercorrono in particolare l’attività legata alla produzione di animazioni dell’artista sammarinese, dal 1989 al 2017. Il percorso di mostra, attraverso un flusso continuo di sequenze che partono dalle prime sperimentazioni fino agli ultimi disegni pensati per il Teatro dell’Opera di Roma e per il Bologna Jazz Festival, presenta diverse serie di disegni, la maggior parte dei quali utilizzati per la realizzazione di sequenze animate, cortometraggi, sigle per la televisione e il cinema, pubblicità e video-clip.

 

informazioni
Galleria civica di Modena, corso Canalgrande 103, Modena
Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande, Modena
tel. +39 059 2032911/2032940 www.galleriacivicadimodena.it

Categorie:Feste e viaggi Tag:

Museo della figurina

2 Dicembre 2016 Commenti chiusi

Il Museo della Figurina nasce dalla passione collezionistica di Giuseppe Panini, fondatore nel 1961 dell’omonima azienda, assieme ai fratelli Benito, Franco Cosimo e Umberto. Nel corso degli anni, le piccole stampe a colori, da lui raccolte con l’aiuto dei fratelli, sono andate a costituire una collezione straordinaria, donata al Comune di Modena nel 1992 da Giuseppe Panini e dall’azienda.

Unico museo pubblico al mondo interamente dedicato alla storia della figurina e materiali affini (cigarette card, bolli chiudilettera, calendarietti, etichette d’albergo), conta un’impareggiabile raccolta attraverso la quale è possibile ripercorrere la storia, i costumi, lo sport e le passioni degli ultimi 150 anni: un poderoso archivio di più di 500.000 pezzi, con il quale è possibile illustrare quasi ogni tema dello scibile umano, assecondando la vocazione enciclopedica delle figurine.

MATA
Via della Manifattura dei Tabacchi 83, Modena
www.mata.modena.it – tel. 059 4270657

MUSEO DELLA FIGURINA
Palazzo s. Margherita, Corso Canalgrande 103, Modena
www.museodellafigurina.it – tel. 059 2032919

Orari del Museo della Figurina e del Mata:
mercoledì-venerdì 10.30-13; 15-19
sabato, domenica e festivi 10.30-19
chiuso lunedì e martedì

Categorie:Curiosità Tag:

Musei civici di Modena

19 Novembre 2016 Commenti chiusi

Ai Musei Civici prosegue nel fine settimana la rassegna “Metti l’autunno in Museo”

 

Sabato 19 novembre dalle ore16 alle 18 Quarto appuntamento di “Esplorazioni musicali

Musei Civici, sala Archeologia

Alle 16:00 avrà luogo un percorso guidato a tema musicale, Armonie mundi, con Paola Bigini, su prenotazione all’email associazioneuphonia@gmail.com;

alle 16.45 “Trombe, trombette e tromboni” in cui il clavicembalista modenese Giovanni Paganelli e il trombettista Francesco Gibellini faranno ascoltare agli spettatori gli inediti suoni degli antichi strumenti presenti nelle teche del Museo Civico, mediante ascolti guidati ed esecuzioni di musica estense.

alle 18:00 il pubblico sarà invitato a partecipare a un brindisi offerto dalla Caffetteria dei Musei.

L’evento è a cura dell’associazione Euphonia e Grandezze & Meraviglie, in collaborazione con Galleria Estense e Musei Civici, ed è dedicato alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio artistico-musicale conservato a Modena. Si tratta, inoltre, di un’occasione per riscoprire la musica e gli antichi strumenti musicali conservati presso il Museo Civico d’Arte e la Galleria Estense.L’iniziativa si avvale del sostegno di Bper Banca che ha reso possibile la realizzazione degli eventi e gli interventi di manutenzione ordinaria che hanno permesso l’utilizzo degli strumenti.

 

Domenica 20 novembre, alle ore 17.00Tesori nascosti o offerte votive? Risposte a un enigma dell’età del bronzo”

Musei Civici, sala Archeologia

Conferenza di Andrea Cardarelli, docente ordinario di Preistoria e Protostoria del Dipartimento di Scienze dell’Antichità presso la Sapienza-Università di Roma, che parlerà di un “ripostiglio” di asce dell’antica età del bronzo (2000 – 1900 a. C. circa) rinvenute nella seconda metà dell’800 a Savignano sul Panaro e conservate presso il Museo Civico Archeologico di Modena, un vero “tesoro” giunto sino ai nostri giorni di cui verranno illustrati il significato e le possibili motivazioni che portarono al suo seppellimento quattro millenni or sono. La conferenza si collega alla mostra tuttora in corso a Savignano di cui Andrea cardarelli è il curatore, “Sulla sponda del Panaro 4.000 anni fa”, realizzata grazie alla collaborazione fra Comune di Savignano, Museo Civico Archeologico di Modena e Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, che rimarrà aperta fino all’8 gennaio 2017, ad ingresso gratuito.

 

INFO

Musei Civici

Palazzo dei Musei, Largo Porta Sant’Agostino, 337 – 41121 Modena

musei.civici@comune.modena.it

www.museicivici.modena.it

FB: museicivicimodena

Categorie:Città del mondo Tag:

Mostre a Modena

2 Giugno 2016 Commenti chiusi
Giovedì 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, rimarranno aperte con orario continuato dalle 10.30 alle 19.30 e a ingresso gratuito, le mostre “La Memoria Finalmente. Arte in Polonia 1989-2016″ alla Palazzina dei Giardini e “Nino Migliori, Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena” allestita a Palazzo Santa Margherita.
LA MEMORIA FINALMENTE. ARTE IN POLONIA 1989-2016
fino al 5 giugno 2016
Ultimi giorni per visitare la mostra, curata da Marinella Paderni e prodotta con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, realizzata in collaborazione con l‘Istituto Polacco di Roma, che presenta le opere di quindici autori selezionati, sulla scorta di tre generazioni di artisti polacchi nati tra la fine degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Ottanta: Pawe? A?thamer (1967), Ewa Axelrad (1984), Miros?aw Balka (1958), Micha? Budny (1976), Micha? Grochowiak (1977), Nicolas Grospierre (1975), Anna Molska (1983), Paulina O?owska (1976), Agnieszka Polska (1985), Wilhem Sasnal (1972), Slavs and Tatars (2006), Monika Sosnowska (1972), Iza Tarasewicz (1981), Aleksandra Waliszewska (1976), Jakub Woynarowski (1982). Il percorso espositivo ha raccontato il delicato passaggio tra passato e futuro vissuto dal Paese, mostrando lo scarto tra radicate eredità culturali e l’invenzione di un’arte nuova, e rivelando un tratto deciso e autonomo, piena espressione della Polonia post-socialista di oggi.
NINO MIGLIORI, LUMEN. LEONI E METOPE DEL DUOMO DI MODENA
prorogata fino al 12 giugno 2016
Sarà possibile, grazie a una proroga di una settimana, visitare fino al 12 giugno la mostra dedicata al fotografo bolognese Nino Migliori, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con Musei del Duomo e Coordinamento Sito Unesco.

La rassegna propone 64 fotografie inedite risultato dell’ultimo progetto di ricerca sulla visione condotto da Migliori, che consiste nel fotografare sculture romaniche utilizzando come unica fonte luminosa la luce di una candela, che rende viva l’immagine e vibrante la pietra corrosa dal tempo.

A Modena, in particolare, Migliori ha fotografato i leoni stilofori del transetto della Cattedrale e le otto metope, sculture attribuite al cosiddetto “Maestro delle Metope” (prima metà XII secolo) utilizzate originariamente per decorare le terminazioni dei quattro contrafforti della navata.

Categorie:arte, fotografia Tag:

Play Modena

29 Marzo 2016 Commenti chiusi

In Italia non esiste nulla di simile, nulla che sia paragonabile a Play – Festival del Gioco, in programma a Modena sabato 2 e domenica 3 aprile. Un evento che permette di entrare nella più grande ludoteca mai allestita, che continua a crescere per quantità e qualità dell’ offerta, dedicato alle infinite sfaccettature del gioco, con la sola eccezione del gioco d’ azzardo: il resto è tutto ammesso, l’ importante è divertirsi. I visitatori o, meglio, i protagonisti – perché a Play si va per giocare e non per guardare – avranno a disposizione un ricchissimo menù, composto da giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi di carte collezionabili, giochi di miniature, giochi dal vivo, videogiochi, giochi della tradizione, giochi di strada, costumisti e cosplayer. Cuore pulsante dell’ evento che lo scorso anno ha portato a Modena oltre 30mila persone, ancora una volta saranno i padiglioni di ModenaFiere.

I partecipanti avranno a disposizione una superficie di 22.500 metri quadri, pari a 86 campi da tennis (si pensi che all’ All England Lawn Tennis Club che ospita il Torneo di Wimbledon i campi sono “soltanto”56), oltre 1500 tavoli destinati al gioco, con un programma certamente adatto a tutti, per età e per gusti (www.play-modena.it/). Novanta il numero delle associazioni ludiche italiane coinvolte; circa un centinaio gli espositori del settore che presenteranno una cinquantina di novità editoriali, per un successo che ha contagiato anche i Social Network con una media di 4000 visite settimanali sulla pagina Facebook del Festival.

Fedele al motto “entra, scegli e gioca” che sin dall’ inizio accompagna il Festival, esplorando e riproponendo i grandi classici o proponendo le ultime novità e i fenomeni di maggiore successo, anche l’ ottava edizione di Play si caratterizza per l’ originalità delle proposte di gioco.

LA GUERRA FREDDA PER GIOCO

Nel 70° anniversario del famoso discorso pronunciato da Winston Churchill il 5 marzo 1946 “Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’ Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente”, Play presenta eventi di gioco dedicati al tema ‘ Muri, Frontiere, Migrazioni’ . Al pubblico saranno proposti, in particolare, due giochi di grande successo, legati all’ anniversario della Guerra Fredda: “Wir sind das Volk!” di Richard Shako – vincitore dell’ edizione 2015 del Goblin Magnifico – dedicato alle due Germanie fino alla caduta del Muro di Berlino, e “Twilight Struggle”– di Jason Matthews – considerato dagli esperti il miglior gioco da tavolo al mondo, caratterizzato da un’ accurata ricostruzione storica dello scontro tra superpotenze. Sia Shako che Matthews saranno tra gli ospiti d’ onore della 8^ edizione di Play. Una tradizione a cui il Festival del Gioco sta dedicando sempre maggiore importanza, quella di dedicare un’ attenzione particolare ai giochi legati agli eventi che hanno segnato la Storia. Ai giochi da tavolo storici sarà interamente dedicata la nuova tensostruttura di 450 metri quadri adiacente al padiglione A, con oltre 40 tavoli di gioco.

LE CURIOSITA’

Tra le proposte più curiose della nuova edizione di Play c’ è sicuramente anche l’ Escape Room, in cui le persone vengono chiuse in una stanza con altri partecipanti e devono usare gli oggetti trovati nella stanza stessa per risolvere una serie di giochi di logica e osservazione, trovare indizi, scoprire i retroscena della trama e scappare. E poi Laser Tag: un gioco in cui due squadre si affrontano in un’ arena all’ aperto, equipaggiate con corpetti e fucili (phaser) che utilizzano tecnologia di puntamento laser. Oltre all’ arena all’ esterno dei padiglioni della fiera, ne verrà allestita un’ altra davanti al MA.TA., il nuovo spazio per l’ arte contemporanea ricavato nei locali dell’ ex Manifattura Tabacchi davanti alla stazione ferroviaria di Modena. CON PLAY AND THE CITY, UN’ INTERA CITTA’ IN GIOCO Anche il centro di Modena sarà gioiosamente contaminato dallo spirito di Play. Molti dei luoghi più suggestivi della città, dal Duomo, patrimonio dell’ Unesco, al Teatro Comunale Pavarotti, allo storico mercato alimentare coperto di Via Albinelli, saranno animati da personaggi fantasiosi e affascinanti; questo grazie alle iniziative di Play And the City, rassegna collaterale che, dall’ 1 al 3 aprile, porterà nel cuore della città innumerevoli momenti ludici a partire dai Larp (Live Action Role-Playing), gioco di ruolo dal vivo, in cui ciascun partecipante interpreta un personaggio di una storia.
Tra i prestigiosi ospiti spicca anche il danese Malik Hyltoft creatore del filone EDU-LARP, cioè della metodologia didattica sperimentale – già di largo uso nei paesi scandinavi – che consiste nell’ avvicinare i ragazzi alle discipline attraverso il gioco di ruolo. Gli studenti vengono guidati a calarsi in contesti storici, scientifici, letterari attraverso l’ interpretazione di personaggi e vengono sollecitati ad analizzare problemi, esprimere motivati punti di vista e gestire conflitti. Questo tipo di approccio allo studio favorisce lo sviluppo dello spirito critico e della capacità di cooperazione fra pari. A sottolineare che in ogni momento è possibile ricavare uno spazio dedicato al gioco, in molti ristoranti della città si potranno trovare i menù ludici, giochi realizzati appositamente per l’ occasione da autori selezionati tramite un concorso nazionale e che serviranno per ingannare l’ attesa tra l’ ordinazione e la cena. Avranno una durata di 5-10 minuti e saranno giocabili con oggetti presenti sul tavolo, ad esempio forchette e tovaglioli, o facendo ricorso ad oggetti che abbiamo in tasca come chiavi e cellulare. A Modena, in occasione di Play, si terranno anche le finali dei Campionati Italiani di giochi logici che coinvolgeranno centinaia di studenti delle scuole primarie, medie inferiori e superiori. Un’ occasione per evidenziare il forte legame esistente tra il gioco e la formazione personale. E che il gioco sia una cosa seria, da grandi, lo conferma l’ ormai stabile e consolidata collaborazione con l’ Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Quest’ anno nell’ ambito del convegno La Tavola Esagonale, momento di condivisione e comunicazione dei saperi ludici, l’ attenzione sarà dedicata al tema “Gioco e Realtà”. L’ intento è esplorare la complessa relazione che lega la dimensione ludica a quella reale, raccogliendo ricerche, testimonianze, riflessioni ed esperienze.

Per tenersi sempre aggiornati sulle continue novità in programma, consultare il sito www.play-modena.it e la pagina Facebook www.facebook.com/PLAYmodena

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Arte Polacca

19 Marzo 2016 Commenti chiusi
Alla Palazzina dei Giardini dal 19 marzo, una mostra sull’arte polacca dal 1989 al 2016. Domenica 20 marzo visita guidata gratuita e al termine colazione polacca.

Inaugura sabato 19 marzo alle ore 18 alla Palazzina dei Giardini la nuova mostra della Galleria civica dedicata all’arte in Polonia dal 1989 (anno della caduta del muro di Berlino) ai giorni nostri, dal titolo “La memoria finalmente”.

Sono quindici gli autori selezionati, nati tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’80, che in qualche modo possono rappresentare tre generazioni di artisti polacchi che hanno vissuto in prima persona il delicato passaggio tra passato e futuro della propria nazione.

Il percorso espositivo, composto da fotografie, pittura, collage, performance, sculture, disegni, installazioni e video, fa emergere la distanza tra radicate eredità culturali e l’invenzione di un’arte nuova, e rivela un tratto deciso e autonomo, piena espressione della Polonia post-socialista di oggi.

La ricerca di una propria identità nel presente, che rappresenti anche la promessa del futuro, è il filo conduttore della mostra, che riprende il titolo di una poesia scritta da Wis?awa Szymborska, scrittrice polacca premio Nobel per la letteratura nel 1996.

Per il suo travagliato passato storico e la sua posizione geografica strategica, crocevia tra Est e Ovest, la Polonia è come un osservatorio privilegiato dei fenomeni politici e culturali europei.
L’inizio dell’era post-socialista e l’ingresso del capitalismo hanno segnato un confine culturale tra passato e futuro.
Ma l’atteggiamento verso la libertà ritrovata, punto di partenza per la costruzione del futuro, è di consapevolezza che la negazione e la rimozione della memoria del passato non può esistere, perchè l’esistenza è una continua trasformazione dal passato, al presente e al fututo. Il passaggio della memoria culturale tra generazioni è imprescindibile, è parte di noi stessi. E’ quel moto invisibile che ci sospinge. Occorre invece operare una riflessione critica attenta tra ciò che è stato e ciò che è.
Critical Art
 e New Documentalists sono alcuni dei fenomeni artistici principali sorti tra gli anni Novanta e gli anni Duemila che si sono fatti carico di affrontare in modo leale e autentico il tema delicato della memoria, gli effetti del capitalismo e della globalizzazione impiantati su una storia di totalitarismi, l’essere e il divenire della società polacca.

Artisti in mostra:
Pawe? A?thamer (1967), Ewa Axelrad (1984), Miros?aw Balka (1958), Micha? Budny (1976), Micha? Grochowiak (1977), Nicolas Grospierre (1975), Anna Molska (1983), Paulina O?owska (1976), Agnieska Polska (1985), Wilhem Sasnal (1972), Slavs and Tatars (2006), Monika Sosnowska (1972), Iza Tarasewicz (1981), Aleksandra Waliszewska (1976), Jakub Woynarowski  (1982).

L’esposizione è curata da Marinella Paderni, prodotta con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, realizzata in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma.

Domenica 20 marzo, ore 10.30, la curatrice condurrà una visita guidata alla mostra, a ingresso libero e senza prenotazione, cui seguirà una colazione polacca. 

 

Visitabile a ingresso gratuito dal 19 marzo al 5 giugno 2016: dal mercoledì al venerdì 10.30-13.00 e 16.00-19.30; sabato, domenica e festivi 10.30-19.30. Chiuso il lunedì e il martedì.

 

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La Secchia Rapita

27 Febbraio 2016 Commenti chiusi

- sabato 27 febbraio – ritrovo ore 17.30 presso la Torre
“La Secchia Rapita e la figura di Tassoni”
Il simbolo della vittoria modenese durante la battaglia di Zappolino.
Visita di approfondimento sul poema eroicomico di Alessandro Tassoni, ove la secchia rapita diviene il simbolo della vittoria dei modenesi.
Visita a cura di Agnese Galli per AR/S Archeosistemi Soc. coop.

- sabato 26 marzo – ritrovo ore 17.30 presso la Torre
“La Ghirlandeina pr’i cavroun, for dummies…”
Cors per principiant ed la lengua esteinsa. Insèm a snasuplèr in séma a la tora e la tera ed Zemian.
La visita sarà un singolare e curioso “corso per principianti di lingua estense” durante un’interessante visita alla Torre.
Visita a cura di Milena Bizzarri per AR/S Archeosistemi Soc. coop.

- sabato 30 aprile – ritrovo ore 17.30 presso la Torre
“La torre e la sua architettura”
Un viaggio nel Medioevo in Ghirlandina, alla scoperta dei marmi, delle pietre e dei capitelli dei grandi scultori e architetti: Lanfranco, Wiligelmo e i Campionesi.
La visita, gradino dopo gradino, sarà un piacevole momento di approfondimento sull’architettura della Torre.
Visita a cura di Eleonora Fantini per AR/S Archeosistemi Soc. coop.

 

Come partecipare
Prenotazione obbligatoria fino ad un massimo di 25 pax, contattando il numero tel. 0522.532094 oppure mail servizi@archeosistemi.it
La visita è gratuita, previo però pagamento del biglietto di ingresso alla Torre della Ghirlandina, che è di euro 3 per l’accesso alla Torre oppure di euro 6, biglietto unico valido per tutto il sito Unesco.