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Comitato Verifica Ricostruzione

3 Febbraio 2017 2 commenti

COMUNICATO STAMPA

Si è costituito un Comitato spontaneo per la verifica dell’erogazione dei fondi per la ricostruzione in Emilia, dopo il terremoto del maggio 2012.
Il Comitato assume la denominazione di “C.V.R.” (Comitato Verifica Ricostruzione) ed è composto da Biancardi Daniele, Baruffaldi Lorenzo, Gallerani Mirco, Mattarelli Marco, Toselli Gilberto, Zagni Nelson, Zaniboni Andrea.
Questi i componenti al momento della costituzione, ma il C.V.R. è aperto a tutti coloro che vorranno aderire al principio di cui il comitato si fa promotore, per il quale i fondi (denaro di tutti i cittadini) destinati alla ricostruzione post-sisma debbono essere conferiti esclusivamente a soggetti che hanno ricostruito immobili realmente danneggiati dal terremoto ed erano utilizzati al momento degli eventi tellurici.
Detti edifici, come prevede la legge, debbono poi essere ripristinati con la medesima destinazione d’uso e così utilizzati.
I componenti del comitato hanno maturato esperienze amministrative in enti pubblici e/o associazioni, potendo così valutare qualificate riflessioni su di un fenomeno che ha visto l’impiego di ingenti risorse pubbliche destinate a privati.
E’ sotto gli occhi di tutti come nel dopo sisma, ruderi fatiscenti da anni, siano diventate nuove costruzioni realizzate con i fondi destinati alla ricostruzione dal terremoto.
Nei comuni dell’Alto Ferrarese decine di casi hanno visto fienili ricostruiti con tecniche e materiali tipici di ville o palazzine, che fanno pensare ad un utilizzo non conforme all’uso per cui sono stati finanziati e potrebbero trasformarsi in abitazioni, se l’istruttoria della pratica Comunale di MODIFICA D’USO fosse benevolmente favorevole.
E’ su questi casi che il C.V.R. vuole accendere i riflettori per far luce su come questo possa accadere, interrompendo una filiera di silenzi, complicità ed omissioni da parte degli organi di controllo.
Il C.V.R. si propone di sottoporre all’attenzione della Magistratura tutti i casi nei quali ravviserà palesi violazioni delle norme che hanno regolato l’erogazione dei fondi per la ricostruzione, chiedendo anche un incontro con la Procura della Repubblica per illustrare direttamente le modalità ed i meccanismi che hanno consentito manipolazioni a danno del pubblico interesse.

Il C.V.R. invita gli organi di comunicazione ad una conferenza stampa di presentazione, che si terrà lunedì 13 febbraio 2017, ad ore 18:00, presso l’Enoteca cantina Balboni, in Cento via Ferrarese n.98 .

L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

Ancora il terremoto

4 Luglio 2016 Commenti chiusi

Come si può vedere dalla carta, l’epicentro è ai confini del ferrarese: tra Mirandola e Bondeno

L'epicentro della scossa del 4 luglio 2016L’epicentro della scossa del 4 luglio 2016

Non se ne sentiva la mancanza, ma dopo alcune settimane una scossa di terremoto è tornata a farsi sentire distintamente nella Bassa, all’incirca all’ora di pranzo: erano le 13.37 quando è stata registrata una scossa di magnitudo 3.5, con epicentro tra i comuni mantovani di Poggio Rusco e Magnacavallo, ad una profondità di 5 km.

Non si segnalano danni a persone o cose, tuttavia il colpo è stato avvertito in maniera chiara: non sono mancati i casi in cui persone siano uscite dalle rispettive abitazioni o dai luoghi di lavoro.
La magnitudo di 3.5 di questa scossa, peraltro, è la più elevata degli ultimi mesi: lo scorso 28 maggio una scossa di magnitudo 3.1 ha avuto come epicentro Sermide, mentre il 25 febbraio sempre Poggio Rusco era stato l’epicentro di una scossa di magnitudo 3 e il 12 dicembre 2014 una scossa di 3.2 era stata registrata tra Mirandola e San Felice.

LEGGI ANCHE: I dati dell’evento sismico sul sito dell’Ingv

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Restauro Duomo

23 Marzo 2015 Commenti chiusi

23 marzo 2015

Catalogo patrimonio rurale

15 Novembre 2013 Commenti chiusi

Hanno lavorato alacremente, dall’indomani del terremoto, per recuperare con scatti fotografici e informazioni, tutto quello che era possibile raccogliere su vecchie corti, fabbricati rurali, edifici dal valore storico. Lesionati e forse perduti per sempre a causa del terremoto, che sta cancellando, nella sua fase post-emergenza, gran parte del patrimonio rurale del territorio. Simone Bergamini, Mattia Guaresi e Daniele Vincenzi, del Gruppo Archeologico, racconteranno questa importante esperienza, durante l’incontro al museo civico di Stellata di sabato 16 novembre, alle ore 16. Un’iniziativa che si rinnova, a cura dell’assessorato alla cultura, dell’associazione Bondeno Cultura e dello stesso Gruppo Archeologico, ormai mensilmente. L’incontro servirà anche per presentare pubblicamente il catalogo realizzato, dal titolo: “La casa rurale. Perdita di un patrimonio”. Un prezioso documento, che verrà donato agli intervenuti al dibattito, il quale servirà anche come occasione – per tanti visitatori di giornata – per vedere le meraviglie esposte nel museo civico intitolato alla memoria di monsignor Guerino Ferraresi.

Ancora scosse

4 Settembre 2013 1 commento

Un terremoto di magnitudo(Ml) 3.3 è avvenuto alle ore 09:03:04 italiane del giorno 04/Set/2013 (07:03:04 04/Set/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Pianura_padana_emiliana.
Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.3 è avvenuto alle ore 18:35:15 italiane del giorno 04/Set/2013 (16:35:15 04/Set/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Pianura_padana_emiliana.

Entrambe le scosse hanno interessato l’area tra Bondeno e Finale Emilia

Ricostruire Finale Emilia

16 Luglio 2013 Commenti chiusi

IL PIANO DELLA PARTECIPAZIONE

 

Sindaco di Finale Emilia: Fernando Ferioli

Assessore alla Cultura: Massimiliano Righini

 

Coordinamento:

Matteo Agnoletto, Laboratorio “Ricerca Emilia” – Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna

Sabina Tattara, Laboratorio “Ricerca Emilia” – Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna

 

Il Comune di Finale Emilia insieme al Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna avvia il Piano della Partecipazione per un confronto con la cittadinanza e le associazioni di settore verso la definizione delle linee guida per il Piano della Ricostruzione, il nuovo strumento urbanistico in fase di attuazione da parte dell’Amministrazione come indicato dalle specifiche ordinanze della Regione Emilia-Romagna.

 

Il Piano della Partecipazione sarà coordinato dal Laboratorio “Ricerca Emilia” dell’Università di Bologna e si articolerà in 6 incontri pubblici che si svolgeranno nel mese di settembre, incentrati su specifici temi:

 

  1. I monumenti storici
  2. Il Centro urbano, la viabilità e il paesaggio del fiume
  3. Il patrimonio pubblico e i servizi
  4. Il patrimonio rurale e l’agricoltura
  5. Le aree commerciali e la riconversione del polo produttivo
  6. Abitare Massa Finalese

 

Il Piano della Partecipazione individuerà con la cittadinanza gli obiettivi per la ricostruzione e la riconfigurazione del paesaggio. Il Piano della Partecipazione si articolerà mediante il “Laboratorio delle idee” al quale si invitano i cittadini di Finale Emilia ad iscriversi. Durante gli incontri saranno messi a disposizione dei questionari agili al fine di raccogliere proposte ed osservazioni per individuare le principali problematiche da risolvere per restituire a Finale Emilia un ruolo centrale e di inedito valore nei settori del commercio, del turismo e della cultura, dell’agricoltura e della produzione, come ripresa efficace dopo il sisma del maggio 2012.

 

Nel frattempo sono a buon punto anche gli accordi per la ricostruzione del Castello:

http://www.finalenews24.it/cultura-e-spettacolo/tradizione-e-gastronomia/item/1865-verso-la-ricostruzione-del-castello.html

 

 

Censimento edifici danneggiati

28 Maggio 2013 Commenti chiusi

Arriva ai suoi primi, importanti risultati, lo studio in corso d’opera del Gruppo Archeologico di Bondeno, impegnato nel monitorare e registrare quella parte di patrimonio storico-architettonico a rischio di sparizione, dopo i danni riportati dal sisma. Sabato 1° giugno, alle ore 18, alla pinacoteca civica di Bondeno, verrà inaugurata la mostra “La casa rurale: perdita di un patrimonio”. La quale «espone – spiega Daniele Biancardi – i primi importanti risultati del Censimento degli Edifici Storici, effettuato dal Gruppo Archeologico di Bondeno a partire dal post-terremoto, nel  giugno 2012, per monitorare e documentare il patrimonio edilizio a rischio, a causa del sisma di un anno fa.» La mostra rimarrà aperta fino al 14 luglio e poi, ancora, dal 1° al 22 settembre, il sabato, la domenica e i festivi (ore 9,30-12,30 e 16,30-19,30), con possibilità anche di apertura a gruppi nel periodo estivo, previo appuntamento. Info: 0532-899245. Contestualmente il Gruppo Archeologico e l’Associazione Bondeno Cultura stanno predisponendo anche un catalogo del materiale raccolto e censito. Sempre sabato, prenderà il via anche l’esposizione curata da Andrea Samaritani e che raccoglie diverse foto scattate da cittadini, con video-testimonianze, per documentare il sisma: “Le ferite alla terra ed all’anima attraverso gli occhi della gente di Bondeno.”

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Cose concrete

11 Marzo 2013 Commenti chiusi

L’ospedale Borselli di Bondeno, in stato di abbandono dopo il terremoto del 20 maggio 2012.

Leggi ulteriori notizie su:

http://www.piuemilia.it/sanita/riceviamo-e-pubblichiamo-ospedale-di-bondeno-vogliamo-parlare-di-cose-concrete/

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Ex-palestra di Bondeno

7 Febbraio 2013 Commenti chiusi

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Quel che rimane della palestra “grande” di via Manzoni a Bondeno, dopo la demolizione in seguito al terremoto

Lettera aperta da Finale Emilia

24 Novembre 2012 2 commenti

Non scriverò una delle tante accorate e pur lecite lettere del tipo “Caro Signor ministro, sono una pensionata… (o imprenditore, o insegnante, o manovale)”. La scrivo a voi che mi leggete.
Ho aperto la mia attività trentatré anni fa, dal niente, indebitandomi e facendo tutto quello che potevo da solo, o meglio in due, dall’arredamento alla camera oscura, compreso vivere in un buco malsano infestato da topi e scarafaggi. L’affermazione che abbiamo avuto è stata unicamente questione di capacità personale e professionale, non di aiuti o connivenze. Ricorderò sempre le parole del direttore della Banca Agricola Mantovana di Mirandola, che ad estinzione del debito con conseguente mio passaggio ad una banca di Finale disse: “Bene, Goldoni, ce l’abbiamo fatta… peccato che ci lasci, però… avevamo tirato avanti la baracca fino ad adesso…” Io l’ho fermato subito: “Prego? IO ho tirato avanti la baracca… e se non ci fossi riuscito, i guai erano solo miei, e lei non avrebbe perso i soldi della fideiussione… ma che cosa mi sta dicendo?” Lui, che non se lo aspettava, rispose “Certo, certo, lo sforzo più grosso l’ha fatto lei…” “Eh, no! L’ho fatto tutto io, lo sforzo, caro signore. E visti i suoi commenti chiudo i nostri rapporti anche più volentieri”. Avevo cominciato a capire come funziona il mondo.

Ora, dopo tanti anni di crescita, seppur lenta e stentata, sto assistendo al declino della mia professione, della mia attività, del mio paese, dell’Italia. Un senso di rabbia e di impotenza che tutti conoscete, reso ancor più forte dalle recenti parole di un sottosegretario: “Il tempo del lusso è terminato”. Non me n’ero accorto. Chi è al potere continua a mantenere privilegi indecenti, e quel che si toglie pubblicamente se lo riprende nascostamente. Qui di lussi non ne vedo, signor Catricalà: e quel che ammiriamo tutti i giorni lo può vedere anche lei in video e foto, senza doversi scomodare a venir qua e pigliarsi i dovuti insulti. Se chiediamo un rinvio delle tasse (un rinvio, badi bene) non è perché siamo sfaticati, furfanti o evasori, lei lo sa ma fa finta di non saperlo. Non aiutarci a risollevare questa zona, di cui non sto a ricordare la produttività e l’ormai proverbiale tirarsi su le maniche, significa non vedere più lontano del proprio naso, e questo ben si adatta alla sua condizione, che tanto il culo nel burro, come diciamo noi, lei ce l’ha sempre avuto e ce l’avrà sempre. A lei come a tutti gli altri non importa niente del futuro del Paese. A noi invece importa moltissimo del futuro del nostro paese, minuscolo come la p che porta. Pagare le tasse dopo qualche mese è già qualcosa, anche se è ben poco rispetto a quel che la situazione richiede. Io ho avuto pochi danni alla struttura della casa e del negozio, ma come tutti noi (con poche eccezioni) ho avuto danni che non si misurano in crepe o cedimenti. E’ questo che non volete capire, o che capite benissimo ma non dite mai. Per esempio mi chiedo perché dovrei pagare una tassa (che sarà, pare, enormemente aumentata), per una casa, un negozio, un edificio che aveva già poco valore prima e che ora nessuno vuol comprare se non a prezzi indecenti. Se si parcheggia abusivamente nel posto riservato ai disabili, può capitare di trovarsi sul parabrezza un bigliettino che dice “Vuoi il mio posto? Prenditi il mio handicap”. Lo stesso vale per i nostri immobili, e per le nostre attività: volete i nostri soldi? Prendetevi il nostro handicap, perché di soldi non ne abbiamo più, e anche avendone non ve li vogliamo più dare. Siete riusciti a mettere anche me nella sgradevolissima condizione di aver voglia di andarmene via, combattuto tra il desiderio di mollare tutto e quello di restare a combattere una battaglia che, almeno dal punto di vista politico, sembra persa in partenza. E parlo di me, che ho ancora spalle abbastanza larghe e cultura ed esperienza sufficiente per provare a lasciare tutto alla lotta tra chi vuol mandare l’Italia in malora per il proprio personale squallido interesse e quelli che tra un po’, non potendo tirar fuori altri soldi, tireranno fuori i forconi.
Non faccio del mio paese un’isola felice. Anche qui gli amministratori hanno blaterato e non fatto, e si sono spartiti privilegi. In piazza incrocio persone che ci hanno amministrato per anni, adattando ogni volta la casacca, e che stimo meno di uno sputo per terra. E ci manca poco che faccia i nomi, per quanto possa importare. Non voglio affrontare qui la questione se il paese, con la p minuscola e maiuscola, sia o no migliore di chi lo rappresenta: dico che chi ci governa non è stato votato che da una minima parte degli elettori, e che questa classe politica non rappresenta me e tanti come me.
Divido i rifiuti per bene, l’organico, la carta, la plastica, e sto attento a non mischiarli tra loro. Pago quel che mi dicono di pagare, un po’ perché è giusto, un po’ perché non posso fare altro. Per ora. Ma ogni volta che vado ai cassonetti (sempre più indecenti, tra l’altro, e non perché siamo terremotati) penso ai ministri, ai sottosegretari, alle giunte regionali, allo sperpero e all’accaparramento, alla distruzione sistematica dell’ambiente, della cultura, della dignità di un popolo, penso a a me col secchiello dell’umido in una mano e il sacchetto di plastica nell’altra, e il pensiero di tirargli quella spazzatura in faccia è il più modesto che ho.
Maurizio Goldoni
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